CREMONA. Tutti convocati ma anche perplessi. Trentatre i gettoni di presenza da sessanta euro l’uno, circa duemila euro in tutto, per il consiglio comunale di domani alle 15 e già le proteste si sono fatte sentire: è davvero il caso di riunirsi se non ci sono decisioni da prendere e se le discussioni non sono incisive? E ci sono altre spese pubbliche, come i rimborsi alle aziende per il giorno di lavoro perso dai consiglieri. Ma ne vale sempre la pena? Si è messa Francesca Pontiggia del Pd a farlo notare durante una commissione vigilanza in cui si è parlato del’ipotesi di un’assunzione futura di un consulente, poi ancora Roberto Poli del Pd si è lamentato per un’altra riunione di commissione dedicata alle nomine del sindaco, segnalando l’inutilità di confrontarsi prima di poter dare risposte. E Luigi Amore del centrodestra ha calato l’asso: proprio il suo assessorato alle politiche sociali ha consegnato una pesante eredità piena di drammi e problemi, legati all’emergenza abitativa, all’Aler, alle utenze e alle nuove povertà, e ancora non si vede una svolta, benché ci siano scadenze da rispettare. Domani si discuterà di argomenti di rilievo come il testamento biologico e l’eutanasia, per iniziativa di Lucia Lanfredi dei 5 stelle; deve aspettare invece la mozione di Marcello Ventura di Fratelli d’Italia, che proprio sull’organizzazione del lavoro dei servizi sociali municipali chiede spiegazioni. Quella mostra su Vincenzo Campi e le origini della natura morta lombarda si svolgerà dal 15 settembre, quando l’Expo sarà già finito, ma viene pubblicizzata su un sito internet Very Bello, creato per richiamare visitatori all’Expo: Maria Vittoria Ceraso di Obiettivo Cremona con Perri interrogherà domani il sindaco Galimberti per sapere come sia potuto succedere. Discussioni che interessano certo, tuttavia già diversi protagonisti hanno segnalato il proprio disagio: la volontà esplicita è quella di compiere delle scelte e di partecipare, non solo di farsi domande a vicenda. E il rischio che si correrà domani sarà quello di una riunione senza conseguenze pratiche per i cittadini.

 

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