Ieri, domenica 8 marzo, è stata la giornata delle ferrovie dimenticate, una campagna nazionale promossa da Legambiente per evitare che vengano consegnate all’oblio importanti infrastrutture della storia ferroviaria del nostro Paese, cadute in disuso per l’ignavia dei pubblici amministratori ma ancora presenti come tracciati densi di storia e di opportunità di valorizzazione. E’ il caso della Cremona-Piacenza,  una infrastruttura che testimonia, con il suo tracciato senza un passaggio a livello, un alto  livello progettuale  ed un perfetto  inserimento ambientale. Insomma una infrastruttura che in un qualsiasi Paese del nord Europa sarebbe trafficatissima ed ampiamente utilizzata anche per il traffico passeggeri. In Emilia e Lombardia no. Sorprende e scandalizza che nella recente gara per l’affidamento dei servizi ferroviari dell’Emilia Romagna questa tratta sia stata l’unica della rete regionale esclusa dal bando, nonostante le promesse dell’ex assessore Peri. Così come sorprende che due nodi ferroviari come quelli di Cremona e Piacenza non siano collegati da una robusta offerta di servizi, adesso più che mai, in vista di Expo 2015. Ecco perché Legambiente chiede, ancora una volta, alle Provincie di Piacenza e Cremona ed ai Comuni, di farsi promotori della riapertura della tratta visto anche che i tempi di percorrenza degli autobus sostitutivi sono superiori di 30 minuti rispetto a quelli del treno. Questo servizio non solo sarebbe utile a tutti i pendolari costretti ad usare l’auto o gli autobus, ma potrebbe diventare un volano turistico per lo sviluppo sostenibile del territorio, vista la vicinanza del fiume Po. Legambiente avanza anche una proposta: perché non chiedere che alcuni treni locali da Piacenza a Milano e viceversa vengano fatti proseguire o partire da Cremona per coprire la linea, almeno la mattina ed il tardo pomeriggio per coprire la fascia pendolari. Per gli ambientalisti non servono più i proclami sulla sostenibilità ambientale o le promesse fatte in periodo elettorale. Ai cittadini servono i fatti, quelli che permettono di creare una maggiore qualità della vita a chi deve viaggiare.

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