Cremona. Si entra nel vivo della mobilitazione a sostegno della vertenza contro il piano di tagli e razionalizzazioni degli uffici postali decisi da PosteItaliane. Le 5 sigle sindacali eccetto la Uil erano oggi in presidio anche a Cremona, in via Verdi, per ribadire il no alla decisione unilaterale che rischia di peggiorare il servizio all’utenza senza dare risposte al reale problema: la carenza di organico. Il primo reale problema dell’inefficienza del servizio postale si deve attribuire alla mancanza di organico: per questo i sindacati hanno sollecitato risposte verso Poste Italiane contro il piano di rilancio che prevede tagli e razionalizzazioni degli uffici postali e  deciso, a partire dal 13 aprile prossimo, in Lombardia e a Cremona. Si entra nel vivo della mobilitazione: dopo Milano anche Mantova Lodi e Cremona nella giornata di oggi aderiscono al presidio di protesta. Fino al 17 la mobilitazione toccherà le varie province: al fianco dei sindacati i sindaci,l’Anci e la Provincia. La richiesta è l’apertura di un tavolo per portare avanti una trattativa a sostegno della vertenza. A fronte della floridità di PosteItaliane, società dello Stato  che chiude con bilanci sempre in positivo, i sindacati denunciano un piano di rilancio basato sul risparmio dei costi che rischia di aggravare i problemi attuali, occupazionali e strutturali,  e di ripercuotersi in un dannoso disservizio alla comunità.  Senza l’apertura di una trattativa e senza un passo indietro  si annunciano nuoe e più intense forme di protesta.

 

Susanna Grillo

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