Brescia Una manifestazione che  ha segnato un punto di svolta fondamentale nella vicenda della Macogna. Da oggi tutti gli attori coinvolti nella procedura di autorizzazione, Regione Lombardia e Provincia di Brescia  in primis, non potranno ignorare la fiumana debordante che ha invaso le strade vicine alla Macogna ma prima ancora l’immaginario collettivo dei cittadini che quelle strade e quei territori vivono.  La consapevolezza dell’enorme pericolo imminente e irreversibile e la sapiente regia di tutti i soggetti che hanno guidato il movimento hanno reso possibile un risultato di enorme partecipazione che dà nuovo vigore e forza d’azione per il raggiungimento dell’obiettivo finale. Queste le parole di profonda sodisfazione espresse dal direttivo di legambiente della bassa bresciana in merito alla manifestazione contro la cava della Macogna che si è svolta ieri a Berlingo. Oltre 5 mila persone hanno partecipato ad una marcia senza precedenti per dire no ad un mega impianto che dovrebbe sorgere dove invece era previsto un parco sovracomunale. Ben 36 i sindaci che hanno sfilato in fascia tricolore e con diversa estrazione politica insieme a 60 associazioni e comitati civici. Tanti tantissimi anche i cittadini a piedi in vbicicletta , giovani anziani intere famiglie in un corteo lunghissimo che ha raggiunto i tre chilometri.«Stiamo lottando a mani nude contro i cannoni dei grandi interessi economici – hanno spiegato gli attivisti -, ma non ci fermeremo». Nonostante lo spirito pacifico del corteo, la preoccupazione della gente ieri era tangibile. Se il Tar non accoglierà il ricorso teso a sospendere l’autorizzazione all’impianto, la discarica della macogna sarà l’ennesima su questo territorio martoriato.

 

Barbara Appiani

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