Cremona. Erano state pesanti le critiche del centrosinistra ai bilanci della giunta Perri, accusata di aver esagerato con quegli aumenti di tasse locali e tariffe. Vinte le elezioni, però, tutto cambia. Il consuntivo 2014 è definito solido dal vicesindaco Maurizio Manzi. Ed è la giunta Galimberti a beneficiare di un avanzo di amministrazione di oltre quattro milioni di euro, che permetterà al Comune di sostenere le spese correnti, come quel mezzo milione di euro costato per la nevicata di febbraio. È quanto Cremona spende per smaltire i rami e le ceppaglie degli alberi danneggiati: un vantaggio invece per la centrale a biomasse. Tasse locali e tariffe nel complesso però non scendono. Lo Stato centrale è così aggressivo verso gli enti locali che Cremona è considerata Comune virtuoso, al punto da dover pagare, con una percentuale dell’Imu che vale due milioni, una parte dei debiti dei Comuni in difficoltà. Forza Italia, con Giorgio Everet e Carlalberto Ghidotti, elogia polemicamente Perri, Roberto Poli del Pd ricorda che nel 2014 l’amministrazione attuale ha dovuto rimediare a un anno iniziato già male. Per la prima volta dopo diversi anni diminuisce la spesa corrente: 200mila euro in meno su 70 milioni annui. Fra le entrate spiccano i 970mila euro di introiti da multe per eccesso di velocità, quasi mezzo milione in più rispetto al 2013, anche se le multe per altre infrazioni diminuiscono e ammontano soltanto a un milione e trecentomila. La crisi si sente e dalle case popolari entrano 1 milione e trecentomila euro di canoni, cinquantamila in meno. I dipendenti vanno in pensione appena possono e il municipio, facendo il conto degli stipendi, ha risparmiato mezzo milione. Il recupero dell’evasione fiscale però ha fruttato 900mila euro. Il Comune poi riesce a pagare in tempi più rapidi, anche perché è meno gravato dai mutui che in passato. Lucia Lanfredi dei 5 stelle segnala che Parma ha ridotto il debito di 350 milioni in due anni e che non è ben chiaro come farà Cremona a liberarsi di quei 40 milioni che restano a carico da circa un decennio. A Pomezia il debito pubblico è stato cancellato e ora il bilancio è addirittura positivo.

Paolo Zignani

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