Cremona. I profughi e le morti da una parte, l’immigrazione regolare travolta dalla crisi dall’altra: due facce del fenomeno delle migrazioni malgestito e problematico, che deve diventare stimolo per nuove e diverse misure di risposta politico – istituzionali. La situazione sociale è bollente e per i continui arrivi di richiedenti asilo cui il diritto internazionale riconosce protezione ma che alle prese con la normativa vigente si trovano imbrigliati in anni di attesa per poter avere i documenti e ripensare la propria vita, legati al Paese in cui sbarcano, per lo più l’Italia. Cgil Cremona aderisce all’appello alle istituzioni affinchè si mettano in campo risposte più serie per fermare il massacro in mare e dare risposte che salvino i diritti e le vite umane. Sul fronte immigrazione, ossia il fenomeno non più emergenziale ma strutturale che caratterizza anche la società cremonese in larga misura le riflessioni sono tante. Nonostante la crisi getti benzina sul fuoco scatenando la guerra tra i poveri, in cui chi sta male se la prende con chi sta peggio grazie anche all’incalzare della cattiva politica, gli immigrati presenti in città che sempre più spesso perdono il lavoro e in molti casi i documenti stanno pagando il prezzo più alto della crisi che a Cremona conta una disocupazione salita al 43%. L’irregolarità acquisita non fa che minare il tessuto sociale spingendo gli ex regolari verso sacche di illegalità.

 

Susanna Grillo

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