Piacentino Sono stati resi noti i dati relativi al primo rapporto sullo stato di salute della popolazione che risiede nei Comuni già sedi di impianti nucleari, commissionato dal Ministero della Salute all’Istituto Superiore di Sanità. Un rapporto che passa in rassegna l’analisi della mortalità e stima dei casi attesi di otto comuni, fra cui quello di Caorso (Piacenza) insieme a Bosco Marengo (Alessandria), Ispra (Varese), Latina, Rotondella (Matera), Saluggia (Vercelli), Sessa Aurunca (Caserta), Trino Vercellese e Roma Casaccia (zona fino a 3 chilometri dall’impianto Enea). Nell’analisi sull’insieme dei Comuni “è stato osservato un eccesso di mortalità (rispetto alla popolazione di riferimento) per alcune delle patologie tumorali (tra cui i tumori della tiroide) che, da parte degli organismi internazionali preposti, sono state riconosciute avere tra i loro fattori di rischio anche l’esposizione a radiazioni ionizzanti”. Tra le patologie con evidenza sufficiente di associazione con le radiazioni ionizzanti, vengono registrati “eccessi per il tumore dello stomaco, delle ghiandole salivari e per il tumore del rene, nel periodo 1990-1999”. In questa decade risulta “in eccesso la mortalità per le patologie con evidenza sufficiente nel loro insieme”. Sono eccessi che si verificano in alcuni comuni e in alcune decadi di osservazione e che si rilevano anche un numero simile di difetti di mortalità, rispetto ai valori medi delle Regioni di appartenenza. La fotografia generale che ne deriva non si discosta da quella di Caorso. Qui l’impianto fermato nel 1986 non è più stato riavviato e lo studio evidenzia un eccesso della mortalità specifica per le malattie del sistema circolatorio.

 

Barbara Appiani

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