Parma. Una festa, una scampagnata, un corteo di 500 persone che sono sfilate, nella campagna parmense, dalla scuola elementare di Rocco Campo Canneto all’argine del fiume Taro, con la partecipazione di sei sindaci della provincia di Parma e di altri nove del Cremonese, oltre a decine di associazioni di vocazione ambientalista, animalista e sociale. Bandiere, striscioni e manifesti per arrivare ai gazebo collocati nell’area protetta della Rete Natura 2000 che viene lambita dal cantiere della nuova autostrada, già avviato con i suoi nove chilometri d’asfalto, ancora prima dell’approvazione del progetto esecutivo. Cesare Vacchelli con tutto il corteo si è pronunciato contro la nuova colata d’asfalto, anche perché lo studio d’incidenza ambientale sull’area naturalistica, tra cascine, fontanili, rogge, alberi e prati, risale a un periodo precedente i lavori in corso. Un vero affronto per l’anima ecologista dei cinquecento che chiedono un’alternativa ben precisa: completare la Tirreno Brennero, nel tratto fra Parma e Verona, ma potenziando la rete ferroviaria, perché il progetto già presentato da Cesare Vacchelli e redatto da progettisti del settore consentirebbe alla stessa impresa che sta costruendo l’autostrada di completare la rete ferroviaria, con una spesa minore e un impatto decisamente più sostenibile. Sì, ma chi prende veramente le decisioni? Si sentivano anche domande come questa tra i partecipanti al corteo. E perché continuano a chiedere soldi pubblici per fare opere come questa? Io qui ci venivo da bambino. Si è sentita fra la gente tanta passione per il territorio e la bellezza della campagna e dei suoi fiumi, e soprattutto una gran voglia di vedere finalmente un segno di svolta, dopo una serie di nuove autostrade di cui tanti non capiscono il senso. Che costruiscano, sì, ma le ferrovie. E per una volta si è fermato il traffico delle automobili in attesa che passasse il corteo.

 

Paolo Zignani

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