CREMONA. Il 13 aprile la diffida al Compostaggio di Sospiro da parte dell’amministrazione provinciale, guidata dal Pd con Carlo Vezzini, il 14 aprile l’esposto denuncia dei consiglieri d’opposizione di Sospiro, sostenuta dal Pd con Noemi Clerici, ma giovedì 7 maggio la visita dell’assessore alla salute del Comune di Cremona Alessia Manfredini, sempre del Pd, che definisce “strategico” lo stesso impianto. Mentre Cremona spiega gli obiettivi della differenziata che aumenta oltre il 53 per cento, anche grazie alle duemila tonnellate di umido cittadino portato al compostaggio, a Sospiro ci si domanda se questa è la risposta delle azioni di critica. La diffida è motivata dalla produzione di sostanze inquinanti, la denuncia firmata da Noemi Clerici e Osvaldo Brigati descrive le ragione delle 270 segnalazioni raccolte dai cittadini, che dal 2013 rendono noti i disagi subiti. Il documento è inviato alla Procura, all’Arpa, alla Provincia, al Comune di Sospiro, a Terre Nostre e alla Prefettura. Bruciore agli occhi e alla gola, irritazione delle mucose e della pelle, emissioni maleodoranti – come un forte odore di aglio – tali da non poter aprire le finestre. Allora i consiglieri d’opposizione chiedono controlli a sorpresa e analisi di laboratorio con esito da rendere pubblico, e attaccano il sindaco Paolo Abruzzi, del centrodestra, che in consiglio comunale un anno fa ha negato di aver competenza in materia. Chi ascolta allora i cittadini di Sospiro? Sinora l’organizzazione di Salviamo il Paesaggio, oltre all’opposizione, ma una delle case vicine al compostaggio è già stata messa in vendita. Oltretutto, il Comune di Cremona avendo l’obiettivo di abbandonare l’inceneritore punta su impianti come quello di Sospiro. Sarà l’ennesimo esposto in materia ambientale che finisce nel nulla? Cremona non sa che cosa accade a Sospiro, anche se si tratta di informazioni che coinvolgono lo stesso partito? Alessia Manfredini interviene ancora, per far sapere che confida che l’irregolarità riscontrata venga sanata e che sia sempre chiaro dove finiscono i rifiuti e come vengono trattati. Non è tuttavia compito del Comune di Cremona controllare. Le richieste dei sospiresi, come quella di verificare se c’è presenza di botulino, e di analizzare il terreno circostante l’impianto, per tranquillizzare gli abitanti, attendono ancora risposte dettagliate. Trova per ora conforto nella diffida la prima segnalazione alla Provincia, firmata Elisabetta Paolini, che risale ormai a due anni fa.

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