E’ stata martedì 5 maggio la manifestazione a Milano contro la riforma della scuola che pare aver avviato un’apertura al dialogo da parte del premier Renzi e del Ministro dell’Istruzione. Le 5 sigle sindacali che hanno aderito in maniera unitaria hanno portato in piazza, con grande adesione anche da Crmeona,  una marea umana di oltre 35mila tra insegnanti, personale Ata e studenti, che hanno sfilato per dire no al ddl in via di definizione alla Camera. Un grande entusiasmo e un completa condivisione hanno portato la piazza a chiedere una scuola aperta, libera e accessibile a tutti contro la riforma che non risolve il problema dei precari- con 150mila assunzioni prospettate passate oggi a 100mila – e soprattutto introduce il divieto di assunzione per i precari dopo i 36 mesi di servizio, contrariamente a quanto indicato dalla Corte di Gustizia Europea. Per non parlare dei tagli già avviati al personale Ata e della carenza di insegnanti, un problema anche a Cremona  con lo slittamento del piano assunzioni per le scuoel dell’Infanzia. Contrarietà completa è espressa da sindacati e studenti contro la nuova figura del preside capo; un manager in grado di scegliere, assumere e premiare i docenti oltre che redigere il piano formativo. A Cremona la battaglia per la scuola è solo all’inizio e prevede un piao di assemblee in tutte le scuole per informare costantemente il personale. La prossima settiman la commissione è obbligata ad esaminare e votare tutti gli emendamenti proposti mentre dal 15 si attende che  il provvedimento passi all’Aula per chiudere entro il 19/20 maggio. Poi passerà al Senato.

Susanna Grillo

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