Cremona. Una foresta di debiti, mutui, prestiti, soldi da restituire, rate e interessi bancari. Il centrosinistra infatti ha ereditato l’anno scorso, appena vinte le elezioni, un macigno: 42 milioni di euro di debiti, scesi a 40 a fine 2014, e ben 135 mutui ancora da pagare alla Cassa Depositi e prestiti, chiamata un tempo la banca dei Comuni e sostenuta dal risparmio postale, ma ormai diventata una società per azioni. Così il municipio è in balìa dei saliscendi dei tassi di interessi e deve fare i conti con le Borse mondiali. Il sindaco Galimberti ha spiegato che la Cassa consente bontà sua di rinegoziare 42 mutui su 135, e quindi di ridurre le rate, ottenendo tassi d’interesse più bassi, ancora da stabilire. All’opposizione non piace però – e Fasani del Nuovo centrodestra come Everet di Forza Italia l’hanno proclamato -che arrivi un tesoretto ricavato dai risparmi, senza però che nessuno, nemmeno il consiglio comunale, sappia come vengano usati i soldi. E poi chi li ha fatti tutti quei debiti? Il sindaco ha risposto per le rime: appena eletto, l’ex sindaco Perri ha firmato con la sua giunta nuovi mutui per 11 milioni e 800 mila euro. E poi ci sono i mutui dell’Aem che gravano sul Comune, e Galimberti l’ha sottolineato: ormai ci vuole un fondo rischi per coprirsi le spalle, anche perché è mancato totalmente il controllo negli anni scorsi.

È stata subito guerriglia, oggi in consiglio, sulle responsabilità dei debiti. E la storia è lunga. Già nell’anno 2001 la giunta Bodini vendeva quote delle farmacie comunali per estinguere mutui in lire e contrarne di nuovi in euro a interessi minori. Maura Ruggeri, oggi vicesindaco e allora assessore, ha spiegato che con i mutui in euro erano stati ristrutturati 350 alloggi popolari. Altrui mutui risalgono all’ex sindaco Corada e tutti si trascinano accumulando un debito che ora sta lentamente scendendo.  Scambi di accuse continue, comunque, da destra a sinistra. Già un mese fa i cinque stelle, con Lucia Lanfredi, hanno da parte loro fatto il paragone con altri Comuni, più grandi o più piccoli, che il loro debito l’hanno ridotto o estinto in pochi anni, mentre a Cremona i debiti sembrano eterni.

Paolo Zignani

Scrivi

La tua email non sarà pubblicata