Cremona Contro cinque ex dirigenti della Tamoil, per la tutela dell’ambiente, della salute e del patrimonio pubblico del Comune sinora si è costituito solo Gino Ruggeri, cittadino che ha rappresentato il Comune nel processo di primo grado. Da parte propria il Comune invece, dopo il cambio d’amministrazione, ha presentato un ricorso al Tar del Lazio, non contro ma ad aiuvandum. La formula latina, usata ufficialmente, indica che l’amministrazione si presenta davanti ai giudici amministrativi per sostenere il ricorso della Regione, che chiede l’annullamento del decreto ministeriale del 30 dicembre. C’è voluto infatti un decreto del ministero dello Sviluppo Economico per chiudere la raffineria di petrolio e trasformarla in deposito di oli minerali. Il testo però ha escluso le prescrizioni chieste dal Comune e dalla Regione durante gli incontri tecnici che si sono svolti al ministero, di qui la necessità del Pirellone di contrapporsi. Le prescrizioni infatti erano state già concordate nel verbale della riunione, per essere poi cancellate dal decreto del ministero con un gesto che è apparso come un colpo di spugna. In ogni caso l’amministrazione provinciale al Tar del Lazio non ci va e neppure ad adiuvandum. Sparisce la formula latina dalla delibera del presidente della Provincia Carlo Vezzini, anche se vengono condivise le motivazioni della Regione e del Comune. Il settore Ambiente della Provincia ha svolto un ruolo di supporto nel definire quali azioni vanno compiute per la tutela dell’ambiente. Le istituzioni cremonesi hanno infatti chiesto alla Tamoil di presentare il cronoprogramma degli interventi necessari per la messa in sicurezza e la bonifica, oltre alla pubblicazione delle analisi sullo stato delle acque e la possibilità di modificare il piano delle opere in caso di risultati diversi dalle aspettative. In questo modo i tempi della messa in sicurezza e della bonifica sarebbero stati sotto controllo. Dopo l’intervento del ministero invece non ci sono certezze. Nel frattempo il secondo grado del processo è appena iniziato e il pubblico ministero Manuela Fasolato ha rafforzato l’accusa, che ora non è solo di disastro ambientale ma anche di avvelenamento delle acque. Il Comune da parte sua non ha ancora fatto sapere se quando e come entrerà direttamente nel processo, ora che il ruolo di Gino Ruggeri è finito e l’amministrazione grazie a lui ha incassato un milione di euro. Scelta complicata, per il municipio, dopo l’accordo del primo aprile 2011, che ha garantito gli ammortizzatori sociali ai 500 addetti escludendo però che la Tamoil avesse la responsabilità diretta della bonifica. I cinque stelle hanno chiesto al consiglio comunale di dare una medaglia d’oro al cittadino Ruggeri. Dopo il no, motivato dal fatto che il processo è ancora in corso, il deputato Danilo Toninelli ha donato un tapiro d’oro al sindaco Galimberti, nello stile di Striscia la notizia, e una pergamena a Ruggeri, che ha ricevuto inoltre una medaglia dalla consigliera comunale Lucia Lanfredi. La bonifica resta ancora un problema aperto.

 

Paolo Zignani

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