11 lettere di colore rosso, come il sangue, su fondo nero. Sono quelle che compongono la scritta “No mattatoio”, la campagna di sensibilizzazione, partita nel 2014 a Roma, per informare le persone e abbattere il muro di silenzio che circonda il massacro continuo ed inarrestabile di centinaia di migliaia di esseri senzienti all’interno dei macelli. Per la seconda volta in un mese, il movimento ha fatto tappa in provincia di Brescia e più precisamente a Montichiari, davanti ad un famoso mattatoio e soprattutto città simbolo delle battaglie italiane a favore degli animali. Proprio qui, infatti, aveva sede l’allevamento di beagle destinati alla vivisezione Green Hill. “No mattatoio” è nato con lo sopo di svelare alla collettività cosa c’è dietro quella fettina di carne che con gesti abitudinari e sostenuta dalla consuetudine viene messa nel carrello della spesa, ormai non più riconducibile all’animale vivo che è stato. Il presidio si è poi spostato in una delle piazze centrali di Montichiari, per una passeggiata pacifica e opera di volantinaggio, scortato da Polizia di Stato, Digos, carabinieri e Polizia Locale. Una quindicina di animalisti sono stati fermati e identificati.

Barbara Fogazzi

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