La danza del benzene, che prima del 2013 è apparso a monte dello stoccaggio di metano Stogit e ora si trova all’interno dell’area senza che venga usato dalla ditta, non convince il consigliere comunale Enrico Duranti che chiede chiarimenti e massima trasparenza: il Comune di Sergnano secondo lui dovrebbe aprire al pubblico la conferenza dei servizi prevista per il 15 giugno. La legge italiana prevede che le associazioni ambientaliste possano partecipare, in seguito alla convenzione di Aarhus, e che il pubblico abbia accesso ai documenti. Quindi Ezio Corradi, del Coordinamento ambientalisti Lombardia, ha presentato stamattina richiesta di partecipazione stamattina all’ufficio di protocollo del paese alle porte di Crema. Anche Duranti chiede di intervenire e critica l’amministrazione, che non ha pubblicato l’avviso della riunione di lunedì 15 nemmeno sul sito del Comune. Allora come si fa a venire a conoscenza di queste informazioni? E’ stato possibile saperlo grazie alla partecipazione del settore Ambiente dell’amministrazione provinciale, che sarà rappresentato dalla funzionaria Barbara Pisaroni. Al sindaco Gianluigi Bernardi, quindi, il compito di seguire o no il modello di Vescovato, che aveva aperto le porte al pubblico in occasione di una conferenza dei servizi su un tema ambientale di rilievo, come il destino di un pozzo di metano. Le informazioni ambientali spesso hanno un rilievo straordinario. A monte della zona dello stoccaggio, come aveva risposto l’assessore regionale Claudia Terzi al consigliere Agostino Alloni, due piezometri avevano rilevato la presenza di benzene. L’altra minoranza di Sergnano, quella della Casa di vetro di Mauro Giroletti, che da tempo segue gli sviluppi del problema, ha presentato un’interrogazione e il sindaco Bernardi ha risposto che il 3 marzo in Provincia, durante una riunione tecnica, è risultato il dato dell’inquinamento. Di conseguenza è necessaria una nuova operazione di monitoraggio e un’integrazione del piano di caratterizzazione e degli interventi necessari. Le cause e la provenienza della sostanza inquinante restano ad oggi un mistero, pur dopo la bonifica compiuta due anni fa.

Paolo Zignani

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