Cremona. Mi vengono i brividi quando sento dire che i vigili fanno cassa, anche perché quella cassa è dei cittadini e la polizia municipale li tutela, anche dai rischi dell’eccesso di velocità. E’ un pensiero del comandante dei vigili di Cremona Pierluigi Sforza, esposto in una conferenza stampa qualche mese fa, in occasione di alcuni arresti effettuati dalla municipale. Le polemiche sulle multe però non finiscono mai. Le ultime, dopo quelle dei cinque stelle, sono di Alessandro Carpani della Lega Nord, che paragona i vigili urbani a Equitalia e segnala che solo una giunta che ha nel suo Dna la repressione e non la prevenzione può pensare di far cassa e massacrare i cremonesi con una previsione di cinque milioni e 900mila euro di multe nel preventivo 2015. Carpani aggiunge che l’aumento di quattro vigili in organico doveva garantire più controlli sul territorio, nei parchi e nei quartieri. Poco fa la giunta Galimberti ha smentito. Le leggi infatti sono cambiate e il Comune da quest’anno deve mettere a bilancio nel preventivo del 2015 anche le multe già date l’anno scorso e non ancora incassate, per un totale di due milioni di euro. Nel preventivo va inserito un introito in linea con l’anno precedente, quindi poco meno di quattro milioni di euro, ma ogni multa fa storia a sé. Ci saranno comunque due autovelox in più sul territorio, come ha deciso l’amministrazione provinciale un mese fa: l’uno sull’Asolana, nel Casalasco, l’altro lungo la Paullese, cioè sulle strade più pericolose. La guerra all’eccesso di velocità quindi si inasprisce e costringe alla prudenza. Ma la Cremona ereditata dall’amministrazione Galimberti ha i problemi di sempre, anche peggiorati, che mostrano una città in severa difficoltà economica e sociale da decenni. Nel 2014 risultano 18mila abitanti oltre i 65 anni, cioè un quarto della popolazione. Gli emigrati sono 2.900 e gli immigrati 2.300, il tasso di mortalità arriva all’11 per mille, quello di natalità invece all’8 per mille. Diminuiscono gli stranieri residenti, meno di 10mila. Cremona ha un tasso di vecchiaia molto alto: per ogni 100 bambini fra gli zero e i 14 anni, le persone oltre i 65 anni sono 221, rispetto a una media nazionale di 151. L’invecchiamento medio della popolazione è aumentato di un quarto negli ultimi vent’anni, salendo più che nella media regionale. Cremona è quindi una delle città italiane con l’età media che sale più rapidamente. I giovani non restano in città e non arrivano. Secondo il rapporto 2014 della Camera di commercio la provincia di Cremona è quartultima in regione per forza lavoro, con 14.700 disoccupati. Il tasso di disoccupazione è poi raddoppiato dal 2006 al 2013 ed è l’8,8%. Fra 2011 e 2013 risultano 600 imprese in meno e la sola città di Cremona ne ha perse un centinaio in un anno. Le domande sulle opportunità di sviluppo economico in un quadro simile restano aperte ormai da decenni.

Paolo Zignani

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