Cremona. Il Comune si costituirà parte civile in appello contro la Tamoil? Torna a chiederlo Lucia Lanfredi, consigliere comunale dei Cinque stelle, dato che sinora Gino Ruggeri non ha ottenuto alcuna risposta. Dopo la condanna in primo grado per disastro ambientale del 18 luglio scorso, a carico di quattro ex dirigenti della raffineria, due in forma dolosa e altri due giudicati colpevoli in forma colposa, ora sta per iniziare il processo in appello. Il segretario dell’associazione Piero Welby dei Radicali di Cremona, Gino Ruggeri, andrà avanti: ha chiesto alla giunta Galimberti di essere affiancato, proponendo al Comune di avvalersi dei suoi stessi avvocati, senza quindi spese legali ulteriori per l’amministrazione. Lucia Lanfredi nella sua interrogazione chiede al sindaco Gianluca Galimberti se il Comune si costituirà in prima persona, dato che finora l’amministrazione ha fatto parte del processo in un modo particolare. Gino Ruggeri infatti ha rappresentato il Comune come contribuente e cittadino: le spese sarebbero state a carico suo, i vantaggi invece sono finiti nei forzieri del Comune. E così il milione di euro è stato incassato dal municipio, dopo i danni ambientali riconosciuti dalla sentenza del giudice Guido Salvini. Da parte propria sinora il municipio ha intentato una causa, quella a supporto della Regione che ha impugnato al Tar del Lazio il decreto con cui il ministero dello Sviluppo ha consentito la chiusura della raffineria e la sua trasformazione in deposito di oli minerali. Ma il ministero all’ultimo momento non ha accolto le richieste di interventi a tutela dell’ambiente già concordate dallo stesso ministero con il Comune e la Regione, e il sostegno tecnico della Provincia. Già in vari altri casi i Radicali, in Italia, si sono costituiti parte civile al posto degli enti locali. A Cremona l’esempio però non trascina. A dieci mesi di distanza Gino Ruggeri è ancora solo.

 

Paolo Zignani

 

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