CREMONA Tredici le interrogazioni di Giorgio Everet all’ordine del giorno del prossimo consiglio comunale, previsto per mercoledì alle tre del pomeriggio. Il consigliere di Forza Italia attende risposte da tre mesi e mezzo, a partire dalle domande su una singolare situazione in cui si trova la polizia municipale: sono aumentati gli introiti delle multe, in tutto oltre due milioni e mezzo di euro nel 2014 sui 75 del bilancio comunale, e nello stesso tempo si parla di carenza d’organico. Il primatista degli interventi è proprio Everet, autore di un terzo dell’ordine giorno del consiglio comunale di mercoledì, ma il più paziente è il suo collega di partito Ferruccio Giovetti, che dal 23 febbraio vuole sapere se è vero che il Comune è stato sanzionato dall’Asl perché i dipendenti avrebbero lavorato in condizioni non idonee. Ben quarantatre le richieste di spiegazione che dalle opposizioni arrivano alla giunta di centrosinistra, un’alta marea difficilmente contenibile: il totale sale a più di ottanta. Anche Francesca Baldini della lista Pd Galimberti sindaco ha chiesto da fine aprile perché il Comune ha dato il patrocinio al convegno sul tema “Mamma e papà servono ancora?”. Dal 2 gennaio Alessandro Carpani e Alessandro Fanti, della Lega Nord Basta Euro, chiedono di istituire un fondo di solidarietà per i cremonesi intitolato “caldo inverno”, visti i problemi di morosità delle utenze di energia e riscaldamento. La risposta però potrebbe arrivare per l’inverno prossimo. In lista d’attesa anche i consiglieri di maggioranza, come Giancarlo Schifano che chiede chiarimenti da febbraio sulle azioni di contrasto alla criminalità organizzata, o anche Filippo Bonali che vorrebbe sapere come viene fronteggiato l’inquinamento atmosferico. La legge elettorale concentra i poteri nelle mani della giunta sin dagli anni Novanta e ai consiglieri non resta che chiedere. I gruppi poi sono aumentati, nove in tutto, e la presidente del consiglio Simona Pasquali cerca di dirottare parte dei quesiti nella forma delle interrogazioni con richiesta di risposta scritta, anche perché più di una riunione al mese in media non si riesce ad organizzare, anche visti i costi di almeno tremila euro a seduta. In compenso la maggioranza ha lanciato la sfida più dura: la diminuzione delle tasse e delle tariffe. I cremonesi, secondo gli annunci, pagheranno meno, sia per la raccolta differenziata che per le mense scolastiche, dove sta per sparire il costo  fisso di cinque euro al pasto, sostituito da un canone che dipende dall’Isee: chi ha meno reddito paga di meno.

 

 

 

Paolo Zignani

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