CREMONA Una strage di trasferimenti statali: il governo Renzi, agitando la più tagliente delle mannaie, non ha mollato neanche un euro, anzi il Comune ci ha rimesso un milione e 711mila euro in meno nel Fondo di solidarietà fra i Comuni, un fondo nazionale nazionale nel quale gli enti locali più virtuosi, come Cremona naturalmente, aiutano i più spendaccioni o indebitati, versando un profluvio di euro sonanti. Non solo: il municipio ha perso anche 700mila euro di Fondo Tasi, e come se non bastasse ci ha rimesso altri 900mila euro di mini-Imu. Ma non basta neanche questo. Il Parlamento, non ancora soddisfatto dei guai in cui si trovano gli enti locali, ha creato, ovviamente a garanzia dei cittadini, l’obbligo di istituire un Fondo crediti di dubbia esigibilità. Dunque, come le banche, i Comuni devono indicare nel loro bilancio quali sono i crediti che eventualmente potrebbero non incassare più, perché i loro debitori non pagano, forse perché colpiti dalla crisi economica. E il Comune di Cremona sta ancora aspettando incassi da un milione e 786mila euro, che chissà quando mai potrà mettere in cassaforte. La conseguenza, però, è che le spese vanno garantite come se quei debitori non dovessero mai pagare: il risultato insomma è che non bisogna tener conto dei crediti e trovare i soldi lo stesso. Il totale di queste operazioni, come ha spiegato l’assessore Maurizio Manzi stamattina in un incontro con la stampa, è di cinque milioni che lo Stato di fatto toglie ai cremonesi. Ci si aspetterebbe il solito, puntuale aumento delle tasse e delle tariffe. E invece no: a sorpresa, non se ne parla neanche, addirittura diminuisce la tariffa sui rifiuti come quelle sulle mense scolastiche e le rette delle scuole comunali. Poi però il Comune deve rassegnarsi a un ruolo di stimolo nei confronti degli investitori privati, impegnandosi nel creare condizioni favorevoli e nel migliorare o conservare l’esistente. Quest’anno infatti, dal preventivo, il Comune può spendere solo poco più di 10 milioni e 11 l’anno prossimo come nel 2017. Non resta che adattarsi a scelte realistiche, dato che è vietato sognare. Si farà la manutenzione delle scuole, delle strade e dei marciapiedi, vedranno la luce le ciclabili del Boschetto e di Cavatigozzi. Investimento strategico per il polo tecnologico, con un milione e duecentomila euro, nella speranza di attrarre imprese in città. In programma investimenti per la piscina convertibile e la palestra di Cavatigozzi, ma anche opere di efficientamento energetico per gli edifici pubblici, vecchi e costosi. Per quest’anno meno tasse, grazie ai risparmi e all’avanzo di amministrazione accumulato l’anno scorso, dopo le stangate della giunta Perri. Per il futuro, però, il rischio sono nuove mazzate fiscali.

 

 

 

Paolo Zignani

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