Milano – I finanzieri del Comando provinciale di Milano hanno notificando gli avvisi di conclusione delle indagini nei confronti di 9 persone, tra rappresentanti legali, dirigenti e primari del San Raffaele, indagati per il reato di truffa aggravata a danno del servizio sanitario e falso. Le indagini, condotte dal Nucleo di polizia tributaria di Milano e coordinate dal pm Giovanni Polizzi, “hanno consentito di accertare – come spiega la Gdf – come in diverse unità operative della struttura siano stati negli ultimi anni eseguiti oltre 4mila interventi chirurgici in violazione delle norme di accreditamento relative alla presenza minima di operatori e anestesisti, nonché di impiego di medici specializzandi”. L’ospedale, secondo le indagini, “ha autocertificato il mantenimento dei requisiti richiesti per l’accesso al rimborso della prestazione sanitaria offerta, ottenendo indebiti rimborsi per oltre 28 milioni di euro”. Sono circa 2 mila gli interventi chirurgici durante i quali, in sala operatoria, uno specializzando sostituiva un anestesista o un chirurgo professionista, mentre in 989 casi mancava il primo operatore. Sono alcuni dati delle tabelle riportate nell’avviso di conclusione delle indagini della Procura di Milano su una presunta truffa da 28 milioni di euro che sarebbe stata commessa da 9, tra primari e amministratori del San Raffaele, tra cui Alberto Zangrillo, il medico personale di Berlusconi.

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