Piacenza. Un coro di no si è alzato anche dalla politica piacentina sul CarboNext, il prodotto derivante dal trattamento dei rifiuti indifferenziati urbani e speciali che l’Azienda Buzzi Unicem di Vernasca ha chiesto di utilizzare per 60.000 tonnellate all’anno e che comporterebbe rischi per la salute umana e per l’ambiente. Quello che è emerso dalla serata che aveva come tema proprio il futuro della Val d’Arda, dunque, è un’unità di intenti di tutte le forze politiche in gioco; solo in casa Pd c’è stata qualche incertezza. Del resto, se il progetto dovesse realizzarsi, si potrebbe arrivare ad avere il terzo inceneritore presente a Piacenza dopo Tecnoborgo e il Cementificio Cementirossi. Per questo è emerso che, per il futuro della Val d’Arda, sia necessaria una “svolta per il territorio, legata a quelle che sono le sue qualità territoriali, dal turismo ai parchi, all’agricoltura di qualità e biologica e a quegli incentivi a quelle industrie che lavorano a favore dell’ambiente, facendo green economy e non uno sviluppo legato all’incenerimento di rifiuti provenienti da altre provincie e ad un peggioramento della qualità della vita dell’intera vallata”. In concreto, sono poi state fatte anche proposte per coinvolgere, ad esempio, tutti i rispettivi gruppi parlamentari per richiedere l’abrogazione del decreto ministeriale Clini sui combustibili solidi secondari a livello nazionale: oppure, la stesura di una risoluzione, a livello di assemblea legislativa, per richiedere alla Regione di non utilizzare nei cementifici rifiuti o combustibili. Passando anche per la richiesta di aumentare i controlli e monitoraggi di aria e terreni. I cittadini, poi, hanno infine chiesto di avere una politica capace di fare delle scelte, che sappia prendere decisioni a favore dei cittadini.

Scrivi

La tua email non sarà pubblicata