SONCINO (CR). La serratura è stata cambiata e non sono potuti entrare nella sede del Pd in via Della Valle 4. Per alcuni componenti del direttivo è finita nel peggiore dei modi: a Pasqua hanno perso la possibilità di accedere e da questi giorni, dopo la sconfitta elettorale, il circolo locale del Pd rischia di essere commissariato dalla federazione provinciale. La proprietà della sede infatti è degli ex Ds, che hanno deciso di bloccare l’accesso agli ex colleghi di partito definiti come democristiani. Il motivo della cacciata è la creazione della lista Buongiorno Soncino, nella quale sono entrati alcuni esponenti del Pd, come Marco Roccatagliata. Ma Buongiorno Soncino si è contrapposta al candidato Giovanni Gabriele Moro, vincitore delle primarie e candidato sindaco del centrosinistra con la lista Cambia Soncino. Le liste in competizione sono diventate tre. Così le elezioni sono state vinte dal centrodestra e Gabriele Gallina, già vice di Francesco Pedretti, è il nuovo sindaco, battendo ampiamente sia Giovanni Moro che Carla Urgesi.

Dopo il successo di Moro alle primarie il successo sembrava a portata di mano per il centrosinistra, vista la spaccatura fra Lega e Forza Italia e il calo del centrodestra nei sondaggi. Invece è andato in frantumi il centrosinistra. Si è diviso anche il gruppo d’opposizione in consiglio comunale, cioè Apertamente, che ha contrastato Pedretti e Gallina, tanto che Bolzoni è confluito in Buongiorno Soncino. Gabriele Gallina, di Forza Italia, è sindaco con 700 voti in meno rispetto a Pedretti cinque anni fa, ma ha superato il 50%: è anche l’effetto di una presenza costante in Comune e di una continua vicinanza ai cittadini. Ora la lotta all’interno del centrosinistra non finisce: il segretario provinciale del Pd Matteo Piloni ha emesso una sorta di scomunica politica nei confronti del circolo di Soncino. Marco Roccatagliata ha spiegato sinora non aver voluto interpretare il ruolo del partito come serbatoio di voti a disposizione del vincitore delle primarie e ha rivendicato la rinnovata autonomia del partito. Era stato però Vittore Soldo, soncinese e componente della segreteria regionale, a volere le primarie poi vinte da Moro. La sede appare ad oggi chiusa e senza simboli del partito, con due bacheche vuote, a eccezione di un manifesto dedicato al presidente della Repubblica. Sventola una bandiera italiana e la targa con il nome della sezione Curiel del circolo culturale Antonio Gramsci.

 

 

Paolo Zignani

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