Cremona. L’agente di polizia penitenziaria apre la porta della cella e il detenuto lo aggredisce all’istante. Il carcerato non aveva ancora l’autorizzazione per uscire, era esasperato e la guardia lo ha accontentato, col risultato di finire all’ospedale con i due colleghi accorsi in aiuto. Altro intervento dei sanitari per medicar due detenuti venuti alle mani dopo una lite. Sono solo le ultime segnalazioni del sindacato di polizia penitenziaria Sappe, che protesta di nuovo contro l’amministrazione e la direzione, dopo aver già chiesto un’ispezione ministeriale nei giorni scorsi. Donato Capece, a Cremona, e Francesco Di Dio in Lombardia insistono in una serie continua di segnalazioni, mentre altri sindacati non intervengono pubblicamente: Alsippe, Ugl, Funzione pubblica della Cgil, Sinappe, Sippe sono alcune delle diverse organizzazioni che rappresentano il personale al lavoro per lo Stato nelle carceri italiane, alcune con pochi iscritti. I Radicali da parte loro non hanno più un deputato eletto nel Cremonese e ormai per ogni visita a Cà del Ferro Rita Bernardini, segretaria dei Radicali italiani, deve chiedere l’autorizzazione del Dipartimento per l’amministrazione penitenziaria, a Roma. Così manca per il momento un’analisi che tenga conto di tutte le voci, compresi detenuti e direzione oltre a tutti i sindacati. L’allarme era stato lanciato: con l’apertura del nuovo padiglione di Cà del Ferro arriveranno nuovi problemi. Troppi i detenuti in cella, pochi gli agenti, azzerate ormai le attività lavorative dei carcerati. In Italia sono in corso gli Stati generali sull’esecuzione penale: per Rita Bernardini il sistema penitenziario oltre ad essere caro – costa tre miliardi l’anno – è anche criminogeno, poiché chi esce spesso è peggiorato rispetto al momento della condanna. E la metà dei carcerati in attesa di giudizio alla fine risulta innocente. Le discussioni sono accese, le segnalazioni del Sappe mettono Cremona al centro dell’attenzione. Oltre alle recenti aggressioni, il 23 giugno era stata sequestrata droga a un detenuto, che era riuscito a portarla all’interno del carcere. Ogni settimana viene segnalata l’aggressione a uno o più agenti, al punto che il Sappe chiede le dimissioni della direttrice.

Paolo Zignani

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