Brescia. Avevano scelto un territorio isolato e impervio della Val Sabbia, la frazione di Vobarno Degagna perché aveva le caratteristiche ideali per coltivare una serra di canapa indiana, la pianta dalla quale si ottiene la marijuana. Nella casetta alla quale i tre giovani arrestati, tutti sotto i trent’anni, avevano allacciato gli impianti di deumidificazione e i ventilatori, i militari hanno rinvenuto una vera e propria documentazione contabile risalente a ben due anni di attività. Le indagini sono partite da un lavoro di osservazione del territorio e dalla presenza di un’automobile vicino alla casetta. Accertata la sua intestazione ad un pregiudicato con precedenti specifici, i militari hanno cominciato indagini complesse e laboriose sotto tanti aspetti. Nessuno dei tre membri abitava a Vobarno, anzi la zona era stata scelta per non dare nell’occhio, mentre l’attività di spaccio veniva perpetrata sul Lago d’Iseo e in Val Camonica. Le indagini hanno permesso ai militari di accertare la presenza di altre due abitazioni, una a Sale Marasino adibita a serra contenente un’altra trentina di piante e una invece a Lovere, sulla sponda Bergamasca dove vivevano due degli arrestati. Nella prima abitazione i carabinieri hanno trovato un chilo di marijuana già confezionata nel frigorifero, nella seconda 4500 euro in contanti. Negli ultimi due anni, la sola compagnia di Salò ha effettuato ben 25 arresti nei confronti di chi coltiva piante di questo genere.

 

 

Fabrizio Vertua

 

Scrivi

La tua email non sarà pubblicata