Ormai era stata ribattezzata la banda della “Volvo bianca”, in realtà una fra le diverse automobili rubate e utilizzate da una banda composta da italiani e albanesi specializzata nei furti all’interno degli appartamenti. Agivano in maniera sfrontata e indisturbata anche durante l’orario della cena. Ad entrare concretamente in azione e quindi riconosciuti responsabili di almeno 13 furti fra la città, i comuni dell’hinterland e il basso Garda, due cittadini albanesi, uno dei quali anche regolarmente assunto come operaio in un’azienda. Entravano nelle case utilizzando materiale per scassinare decisamente rozzo, ma erano abili a colpire e sgattaiolare per le grondaie e a salire anche fino al terzo piano di alcune palazzine. È stato quantificato in 120mila euro il valore complessivo dei furti realizzati nell’arco di due mesi, con la cifra record di 35mila euro per un solo colpo. Insieme ai due arrestati, sono state denunciate altre sette persone, 5 d’origine albanese e 2 italiani. Si tratta di complici e favoreggiatori, spesso del classico “palo” della banda che sorvegliava l’esterno delle abitazioni colpite e avvisava via radio i complici di eventuali problemi. Gli italiani invece, una donna ed un uomo, avevano compiti differenti. La prima, compagna nella vita di uno dei due arrestati, era una sorta di tesoriere, incaricata di tenere la refurtiva per qualche giorno prima di ricettarla. Il secondo invece era il titolare di un compro oro. Fabrizio Vertua

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