Cremona Il Partito democratico di Cremona non fa nemmeno un passo indietro sulla richiesta di verificare la compatibilità economica e ambientale dell’autostrada per Mantova, anche perché l’approvazione è già stata concessa da anni.Sul sito del Partito democratico lombardo si trova il documento della Regione, che risale al 12 marzo di quest’anno, che ribadisce un dato di fatto: la Valutazione d’impatto ambientale è già stata concessa nel 2011 con un atto nazionale, emesso dai ministeri dell’Ambiente e dei Beni culturali. Gli atti dello Stato prevalgono su quelli della Regione, che li recepisce. Così la Cremona Mantova è entrata nel Piano della mobilità regionale, quindi anche nel Piano territoriale della Provincia. Il progetto dell’autostrada è stato analizzato dagli uffici della Provincia già anni fa: era un documento contenuto in 17 scatoloni, passato al vaglio ormai da centinaia di tecnici, non solo dai ministeri, ma anche dalla Regione e dalle Province. Il Piano territoriale prevede da anni l’autostrada, ma è appunto il Piano territoriale provinciale a prevedere la Valutazione strategica, che prende il nome di Vas. I comitati ambientalisti chiedono invece la Valutazione strategica su una singola opera, l’autostrada, quando tale valutazione nemmeno è prevista dalle norme. La Vas infatti per legge viene effettuata sui piani di programmazione, non sulle singole opere come un’infrastruttura. La situazione dal punto di vista delle norme in vigore è questa: occorre fare i conti con la realtà degli atti ufficiali, che si è già chiarita da anni e anni. La Regione ha dato il ruolo di concedente alla società Infrastrutture lombarde nel 2002, e Infrastrutture lombarde ha dato nel 2007 alla società cremonese Stradivaria la concessione per la Cremona Mantova.Ora i costi della Cremona Mantova, lievitati di più del 40% a oltre un miliardo, sono in corso di riduzione, anche se non è ancora noto quali siano stati i tagli. Dunque, volendo rispettare le leggi ed evitare pesanti complicazioni, come ricorsi e denunce, non resta altro al Partito democratico, da quanto si apprende, che chiedere un’ulteriore verifica dello stato dei fatti. Manca ora la conferenza dei servizi regionali, che però per i comitati ambientalisti non è rappresentativa e non tutela i cittadini. Per il raddoppio dei binari sulla ferrovia Cremona Mantova poi non risulta un numero sufficiente di passeggeri per eseguire l’opera. I comitati ambientalisti, con Cesare Vacchelli, insistono per un incontro con il ministro alle Infrastrutture Del Rio, per presentargli il progetto dell’alternativa ferroviaria. La costruzione della Cremona Mantova dipenderà però dalla realizzazione della Tibre, da parte propria ancora incerta, perché la legge Sblocca Italia è ancora sotto il giudizio dell’Unione europea. E la partita decisiva è proprio quella della Tibre.

Paolo Zignani

 

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