Cremona. Il piano della sosta e della mobilità sarà messo ai voti domani in consiglio comunale e consiste in un riequilibrio del vecchio piano datato 2003, che venne adottato dall’amministrazione Bodini con una serie di delibere di giunta. Stavolta il centrosinistra ha preferito compiere un percorso partecipato e di ampio respiro, pur senza rivoluzioni. Ci saranno più posti di parcheggio per i residenti, meno parcheggi parassitari e più controlli sui permessi, in linea con quello che avviene nelle altre città lombarde, e una zona a traffico limitato per 24 ore e non aperta a ore. Il sentimento dominante, però, è la paura, almeno nella Confcommercio: il centro storico si presenta deserto la domenica pomeriggio, malgrado il clima mite: non un’anima in corso Garibaldi, i passanti si contano sulle punte delle dita in corso Campi, piazza Stradivari pare un luogo sconosciuto e
inesplorato. In compenso si fa notare un intoppo, dato che la lettera O, finale di Boccaccino, è caduta a terra e poi è stata rimessa in piedi. Nel largo che si estende dietro la cattedrale non si può più parcheggiare: un colpo d’occhio giudicato stupendo dall’assessore Alessia Manfredini. Gli spettacoli che si tengono per strada, nel programma di rigenerazione urbana, infittiscono l’estate, sino a settembre e anche nelle ore serali, ma ci si aspetta per la fine dell’estate la chiusura di altri due negozi in corso Garibaldi, dove il Comune considera la possibilità di aprire al traffico per un periodo sperimentale. Il centro di Cremona esprime con le proprie parole – cioè con il silenzio – la propria vitalità, come in un quadro surrealista, dove le statue e le ombre dominano il paesaggio. Stenta inoltre a organizzarsi il comitato di quartiere del centro storico. La raccolta di firme, che doveva arrivare a duecento non è ancora stata completata e anzi non si riescono a trovare residenti disposti a impegnarsi personalmente, considerata la varietà di idee e l’estrema difficoltà di comporre un programma rappresentativo. Se il comitato nascerà, sarà atteso a un superlavoro.

Paolo Zignani

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