CREMONA: Comune, 250 gettoni di presenza in più

CREMONA. Il direttore del settore economico e finanziario Paolo Viani stava completando il bilancio preventivo del Comune quando all’improvviso s’è ritrovato un obbligo sorprendente: è stato costretto dalla dura realtà dei fatti a sottoscrivere l’atto di spesa di 15mila euro in più per i gettoni di presenza dei consiglieri comunali di Cremona nel solo 2015. La spesa è aumentata, per la previsione su 12 mesi, da 75mila a 90mila euro, a causa di 248 gettoni in più su 1.400 previsti, considerando che è compresa anche l’indennità di funzione della presidente del consiglio Simona Pasquali, cioè un costo fisso come uno stipendio da 2.800 euro annui lordi. Nello stesso tempo in cui si potevano fare quattro riunioni, se ne sono fatte cinque.

E ogni gettone costa 60 euro e 30 centesimi, mentre a poche centinaia di metri di distanza, nel settore dei servizi sociali, non c’è un soldo per i tanti che chiedono aiuto. Gli ingressi al Pois, porta informativa dei servizi sociali, sono stati mille al mese per i primi quattro mesi. La percentuale dei senza lavoro è raddoppiata in dieci anni, in provincia sono in seimila le persone sopra i 45 anni a non trovare un contratto con nessuna impresa. Il gettone di presenza nell’anno 2000 era di 130mila lire, mentre assessori e dirigenti diminuiscono: non c’è più il direttore generale. La giunta si è ristretta, da dieci a otto persone sindaco compreso. Aumentano però le discussioni proprio mentre si riduce il potere decisionale del Comune, anche a causa dei tagli imposti da tutti i governi degli ultimi vent’anni. E per molti uno dei problemi più seri è proprio questo: che Cremona subirà decisioni prese altrove su argomenti decisivi come la sanità, la scuola, il lavoro, la scuola, la cultura. Il caso dell’inceneritore e del cosiddetto studio segreto sulle conseguenze economiche della chiusura si ripete ormai da mesi.

Si è assistito alle stesse domande fatte dalle minoranze in commissione e poi ripetute, con le stesse risposte, in consiglio comunale. Impressionante poi il numero di interrogazioni e mozioni presentate: un centinaio attendono da mesi di essere discusse.

Ogni commissione costa circa 700 euro. L’altro lato della medaglia, oltre alla spesa, è la voglia di politica e di decisioni importanti. Un desiderio spesso deluso e più costoso del previsto, per un Comune indebolito nei decenni e in balia di poteri economici e politici molto più forti.