CREMONA Lo studio del consorzio Leap di Piacenza, che ha proposto la
costruzione di un nuovo inceneritore invece di spiegare come chiuderlo
in tre anni senza spese, non solo è nel mirino degli ambientalisti, ma
viene anche considerato un insulto all’intelligenza. Lo sostiene
Ferruccio Rizzi, assessore di Vescovato, unico Comune in provincia ad
aver rinunciato all’incenerimento. Per Rizzi un nuovo combustore
costerebbe cinque milioni e mezzo compresa l’area, dunque 150 euro per
ogni tonnellata bruciata, molto meno dei 180 milioni ipotizzati dallo
studio Leap, che invece di spiegare come spegnere l’impianto in tre
anni senza danni economici ha proposto di costruirne uno nuovo. Quei
tre anni sono la scadenza che si è dato il sindaco Galimberti in
campagna elettorale per la chiusura dell’inceneritore. Una promessa
che parte del Pd considera un errore: tra la giunta e il partito di
maggioranza infatti si sta cercando una linea unitaria. Un’ala del
partito di via Ippocastani non sa come poter ottenere la chiusura
dell’impianto senza dati inequivocabili: quel che conta è che
l’impianto venga comunque superato, anche dalla prossima
amministrazione.
C’è una frazione troppo alta di indifferenziata che va smaltita o in
discarica o nel combustore. Così Benito Fiori e Marco Pezzoni di
Ambiente Scienze, come Salviamo il Paesaggio e Federico Balestreri dei
medici per l’ambiente, trovano meno amici di prima tra i democratici.
I dati dell’Arpa segnalano emissioni inquinanti nella norma e la
differenziata aumenta. E una saggia politica sarebbe quella di
vigilare sull’abbattimento dei fumi, aumentare i controlli e
verificare il rispetto dei limiti delle emissioni. Il trattamento
meccanico biologico
inquina dieci volte di più dell’inceneritore, dicono al Pd: neanche
Reggio Emilia, che vuole chiudere entro quest’anno, è un modello per
via Ippocastani. I cinque stelle invece attaccano, perché l’Italia sta
già pagando multe europee a ripetizione per non aver rispettato le
direttive sullo smaltimento dei rifiuti, e Cremona si sta portando
fuori dall’Europa. Gli italiani infatti pagano una sanzione di 20
milioni subito e tre milioni e mezzo al mese per aver violato le norme
in Campania, mentre anche negli Stati Uniti le amministrazioni locali
hanno scelto il programma Rifiuti zero, che punta sul riciclo. Così
anche a Cremona non si farà che indirizzare contributi pubblici e
spartire poltrone, mentre i cittadini pagano i costi degli sprechi. Il
centrodestra da parte sua ha chiesto le dimissioni dl sindaco
Galimberti.

Infatti lo studio Leap è stato visto dal sindaco già a fine ottobre ma
non è stato reso pubblico. Per Federico Fasani e Giorgio Everet non
c’è stata trasparenza perché Leap smentiva clamorosamente la promessa
elettorale.

Paolo Zignani

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