Cremona. La temperatura è scesa di qualche grado ma Cremona è rimasta nel pomeriggio di oggi, dopo Brescia, la città più calda della Lombardia, alla pari con Mantova, con 33.4 gradi e ormai la siccità inizia a pesare sui conti pubblici. L’amministrazione provinciale ha deciso infatti di concedere più gasolio agli agricoltori, superando la quantità media. Non piove da settimane e la temperatura è insolitamente elevata, tanto che è diventato necessario irrigare di più e più a lungo del solito, proprio perché l’acqua evapora prima, prosciugata dal solleone. Così le macchine utilizzate per aspirare acqua dalle rogge e dai corsi d’acqua destinati alle irrigazioni funzionano più frequentemente dell’anno scorso, consumando più gasolio. Il serpente di nuovo si morde la coda e la Coldiretti ha annunciato nei giorni scorsi una richiesta di stato di calamità, anche se i conti si faranno a fine stagione. Abitualmente il terreno veniva bagnato per cinque ore ogni tre giorni, da una settimana invece è necessario attingere acqua, e far funzionare i motori, per otto ore ogni due giorni. Per questa sera sono previsti temporali, tuttavia il sole tornerà a insistere con una costanza inusitata sulla provincia di Cremona. Servirà ancora più acqua e costerà utilizzarla, per salvaguardare la qualità del mais, da foraggio o da granella, sempre assetato, manche delle leguminose e del pomodoro, oltre che dei prati e degli erba. Il Consorzio del pomodoro prevede di salvaguardare la qualità del raccolto, iniziato in anticipo per concludersi rapidamente.  Quando negli anni scorsi la qualità è scaduta sono stati necessari acquisti di mais all’estero, con altre conseguenze negative per
l’aumento del prezzo della materia prima. Occorrerebbe però più acqua per la provincia di Cremona e la Regione per il momento ancora non aiuta, anche se Carlo Malvezzi, d’accordo con l’amministrazione provinciale e le organizzazioni del comparto agricolo, ha presentato un ordine del giorno per impegnare la giunta Maroni a ridurre immediatamente il deflusso minimo vitale di alcuni fiumi, cioè la loro portata minima. Se sarà possibile sottrarre più acqua tramite le derivazioni irrigue i danni saranno probabilmente più contenuti, altrimenti a fine stagione il calcolo sarà più pesante e graverà maggiormente sulla spesa pubblica, trasformando un problema settoriale in una questione più generale. Il Consorzio irrigazioni ha dovuto ridurre la portata del canale Vacchelli via via dal 90 al 75%, il livello dei laghi scende: Como e Iseo sono ormai vicini ai minimi. Il Po a Cremona segna 7 metri e 22 centimetri sotto le zero idrografico, restando solo a 64 centimetri dal minimo storico.

Paolo Zignani

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