Cremona. Troppo lavoro, attenzione al massimo: tra furgoni che caricano e scaricano, stranieri che chiedono informazioni, lavori da coordinare e svolgere,  alla Caritas di Cremona non c’è in questi giorni un minuto di pace. Gli ospiti hanno saturato la struttura, e impegnano il personale a 360 gradi per garantire l’accoglienza. Prosegue intanto senza sosta la ricerca da parte della Prefettura di risposte da mettere in campo  tra istituzioni pubbliche e private: finora il tentativo è stato  un buco nell’acqua, i sindaci non ne vogliono sapere. Il tavolo della scorsa settimana è andato quasi deserto e dalla sede di via Vittorio Emanuele attendono, prima di lanciare l’ennesimo appello che rischia di restare inascoltato. Intanto i lavori fervono alle ex scuole di Picenengo, messe a disposizione dal Comune per ospitare circa venti migranti, grazie all’impegno delle Cooperative e ancora una volta della Caritas. Servono al più presto nuove  disponibilità sul territorio provinciale, dopo la chiusura annunciata dalla Caritas di Crema, mentre qualcuno già parla di tende e campi. Indiscrezioni, per ora, ma a Cremona il lavoro prosegue per piazzare i migranti: anche l’Istituto sostentamento diocesano del Clero ha già messo a disposizione appartamenti in città che sono stati già occupati, mentre altri saranno pronti più avanti. Sulla dislocazione, però, ci viene chiesto il riserbo.

Susanna Grillo

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