Cremona. Clima di default in consiglio provinciale, che ha dato il voto più drammatico, prendendo atto dell’impossibilità di raggiungere gli equilibri finanziari nel triennio 2015-17. Tutto ha cospirato contro l’ente Provincia, fondamentale da decenni negli investimenti sul territorio per le scuole, l’agricoltura, le infrastrutture, la programmazione territoriale, l’ambiente, per nominare i settori più visibili. L’effetto incrociato della legge di stabilità e dei tagli dello Stato ha colpito il bilancio fino al default dell’attuale esercizio provvisorio. É in fase di gestazione al Senato il decreto enti locali, mentre la conferenza Stato Regioni è stata rimandata a fine luglio, in vista del decreto da approvare entro fine settembre. Il consiglio oggi, come chiarito dal presidente Carlo Vezzini, ha indicato le priorità agli uffici. I finanziamenti dei servizi per i disabili saranno dati completamente (70mila euro dalla Regione e 10mila dallo Stato) ma la Provincia non può versare nulla di proprio, perché la funzione non le appartiene più, e quindi rischierebbe di subire una contestazione da parte della Corte dei Conti. Sarà inviata una lettera dalla Provincia a tutte le famiglie e ai Comuni per spiegarlo. L’ente Provincia avrebbe potuto chiudere in attivo il consuntivo 2014 in attivo di oltre quattro milioni, ma la Regione ha tagliato i fondi del 4% e lo Stato si è comportato peggio della Germania nei confronti della Grecia. Si sono aggiunti tre milioni e 600mila euro di crediti di dubbia esigibilità, che non si può garantire di mettere in cassa e così il dato finale negativo. L’appalto calore si può fare, con la speranza che l’anno prossimo non vengano staccate le utenze. L’equilibrio di parte corrente, relativo al solo anno 2014, è stato rispettato poiché le spese sono state inferiori alle entrate, rispettivamente per 56 e 59 milioni. Quindi nessun dissesto cremonese nella gestione amministrativa. E’ il contesto nazionale, quindi la combinazione tra la riforma Delrìo e la legge di stabilità a mandare verso il fallimento la Provincia quest’anno. Oltretutto le alienazioni dell’immobile di Toscolano Maderno e delle azioni di Centropadane, per 13 e 12 milioni di euro, non sono state effettuate nel 2014.

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