Cremona. Oggi i dieci migranti attesi a Picenengo non sono arrivati. Questa mattina invece dispiegamento di forze dell’ordine preoccupate per il sit-in organizzato dalla Lega Nord e da Casa Pound davanti all’ex scuola del comune cremonese per dire no all’accoglienza indiscriminata.  La vicenda dello stabile di Picenengo è travagliata: la presenza di topi nell’ex scuola elementare era stata segnalata da don Bruno Bignami due anni fa al Comune e all’Asl e ribadita nel corso di un’assemblea di quartiere a Cavatigozzi. L’assessore alle periferie di allora, Claudio Demicheli, aveva sollecitato l’azienda sanitaria, che ha provveduto solo in questi giorni. Le Caritas lombarde hanno insistito in questi giorni, con una lettera comune, sulla necessità di dare accoglienza diffusa sul territorio a profughi e richiedenti asilo: la maggior parte di loro è di passaggio verso il Nord Europa, che raggiunge spesso attraverso il valico del Brennero. Ieri a Picenengo le tre famiglie di immigrati residenti provvisoriamente nel centro di accoglienza ricavato nell’ex scuola, ristruttturata nel ’94, esprimevano preoccupazione e amarezza per le proteste in corso.  Ma la lega nord oggi ha ribadito il suo punto di vista. Il tragitto per questi profughi sarà quello di sempre: dalla stazione alla Caritas, dove i nuovi arrivati fanno una doccia e cambiano gli abiti, per poi essere portati in Questura e identificati. Alcuni di loro proseguono subito verso il Nord Europa, altri vengono accolti. La Caritas ha esaurito gli spazi e non può più accettare nessuno. La destinazione nei prossimi giorni sarà quindi Picenengo, dove si trova da tempo una decina di persone che dovrebbe partire presto. L’Arci ha espresso indignazione per il presidio di stamattina di Lega Nord e Casa Pound, invitando a restare umani. Mentre l’assessore rosita Viola ha chiarito che i dieci migranti che saranno ospitati saranno coinvolti su base volontaria per le migliorie dello stabile, come il ripristino degli spazi comuni, la tinteggiatura degli infissi e il recupero del verde, con il presidio degli operatori della cooperativa Il Sentiero, che gestisce la struttura in rete con altre situazioni d’accoglienza a Cremona e non solo

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