Fra poco più di tre mesi l’esposizione universale di Milano finirà e sul futuro del milione di metri quadrati che ora ospita i padiglioni si accelerano le discussioni. Il presidente della Lombardia, Roberto Maroni, ha presentato il suo piano per il periodo immediatamente successivo all’Expo, cioè da novembre, con la proposta di creare asili, biblioteche e centri di innovazione per evitare degrado e occupazioni abusive. Viene poi chiesto di convertire Expo center e Padiglione Zero in biblioteche, sale espositive, auditorium e spazi per la triennale. Nel children park, la Regione immagina l’apertura di asili nido e scuole dell’infanzia. Mentre nelle strutture che non saranno smantellate – come Palazzo Italia e gli auditorium – potrebbero essere organizzati regolarmente eventi istituzionali e spettacoli.

Nel pomeriggio di ieri a Palazzo Chigi si è tenuta invece una riunione sul futuro a lungo termine del sito di Expo: confermata l’ipotesi di creare una cittadella universitaria della Statale, il coinvolgimento di Agenzia del Demanio e Cassa Depositi e Prestiti e la destinazione a parco pluritematico di intrattenimento di più di metà dell’area. Lo scorso novembre era andato deserto il bando per la vendita dei terreni dopo l’esposizione universale. Tramontata l’ipotesi di costruirci lo stadio del Milan, si è fatta largo l’idea di farne un luogo dedicato a ricerca, innovazione e appunto università. Ma in ogni discussione al riguardo bisogna anche fare una valutazione economica, tenendo conto dei circa 160 milioni di euro avuti dalle banche da Arexpo, la società pubblica, di cui Regione e Comune sono i maggiori azionisti, per acquistare i terreni. Il ministro Maurizio Martina, che ha la delega all’Expo, il sindaco Giuliano Pisapia, l’assessore lombardo Fabrizio Sala, e il sottosegretario Claudio De Vincenti si sono incontrati con i rappresentanti dell’agenzia del Demanio e della Cassa Depositi e Prestiti. “E’ stato ribadito – ha spiegato poi Martina – l’interesse di tutte le istituzioni a unire le forze per impostare un progetto forte e strategico”. Cassa Depositi e Prestiti e Demanio presenteranno una loro ipotesi progettuale ad Arexpo e partirà fra i tre organismi un gruppo tecnico. Intanto entro fine mese Governo, Regione e Comune incontreranno la Statale, con una nuova riunione del tavolo di lavoro congiunto a settembre. ”L’incontro di oggi a Palazzo Chigi – ha osservato il sindaco Pisaapia – ha determinato un passo avanti importante rappresentato dal coinvolgimento sempre più concreto del Governo, Demanio e della Cassa Depositi e Prestiti”. Nel frattempo il Movimento 5 stelle in Regione ha chiesto un incontro con comune, regione, società Expo e Arexpo per parlare dello smontaggio e della bonifica del sito. E la Cgil ha scritto a prefetto, sindaco, Arexpo e al commissario unico Giuseppe Sala per chiedere un incontro sullo smantellamento dei padiglioni dei Paesi e sulla tempistica.

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