Un documento che riassume le 10 sfide italiane da affrontare in tema di nutrizione: è stato presentato all’auditorium di Palazzo Italia di Expo 2015 il “Manifesto delle criticità in nutrizione clinica e preventiva” sviluppato da Adi, associazione italiana di dietetica e nutrizione clinica, e coordinato dal professor Lucio Lucchin. È il risultato della collaborazione di società scientifiche, università, associazioni di cittadini e pazienti, il punto di partenza sono alcuni dati scientifici sull’Italia.”Abbiamo 5 milioni di adulti obesi e siamo al secondo posto in Europa per obesità infantile. I costi diretti e indiretti per gestire questa patologia vanno dai 9 ai 12 miliardi di euro all’anno”.Oltre all’obesità e al sovrappeso le 10 sfide da affrontare comprendono il diabete, la malnutrizione calorico-proteica, la sarcopenia, una condizione di indebolimento della massa muscolare, l’eccessivo abuso degli integratori, le tossicoinfezioni alimentari, i disturbi del comportamento che aumentano nelle fasce più giovani e la povertà.Nel progetto è coinvolto il ministero della Salute, che ha predisposto un apposito tavolo al lavoro da settembre, come ha spiegato Giuseppe Ruocco, direttore generale per l’igiene e la sicurezza degli alimenti e la nutrizione.”Un tavolo che vuole affrontare i problemi della nutrizione in Italia anche attraverso un’analisi dei punti deboli, dei possibili implementazioni che su questo tema di possono avere. Saranno coinvolte le regioni che sul territorio si occupano di tutela della salute e della prevenzione delle patologie”.Per il professor Lucchin la sfida comincia aumentando la consapevolezza sul fatto che abbiamo una cultura nutrizionale da riscoprire:”Siamo la patria della dieta mediterranea ma 48 milioni di italiani non sanno cos’è e non la seguono, il secondo aspetto è rompere alcuni luoghi comuni, tipo che bisogna cominciare dai bambini quando si sa perfettamente che seguono l’esempio dei genitori”L’impegno è quello di coinvolgere il numero maggiore possibile di soggetti per evitare che il manifesto e le sue applicazioni vengano dimenticati dopo Expo e restino inapplicati.

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