Lo stato d’emergenza e i numeri crescono a dismisura e la pressione della Prefettura di Milano si fa sempre più insistente. Una richiesta che ormai avviene quotidianamente da parte del Prefetto Milanese Francesco Paolo Tronca, già Prefetto anche di Brescia, al collega Valerio Valenti. Da qualche giorno ormai, dal capoluogo delle Regione viene richiesto alla Leonessa d’Italia di ospitare altri 250 profughi, ma la risposta che arriva dalla Lombardia orientale è sempre la stessa: “siamo già pieni”. Una saturazione che è reale e che vede 300 profughi distribuiti in città prevalentemente negli hotel, mentre altri 700 sono distribuiti nel territorio provinciale fra hotel e mini-appartamenti gestiti da cooperative. Una resistenza, quella opposta da Brescia, che potrebbe però non durare a lungo e indurre il prefetto Tronca di Milano a imporre il trasferimento dei profughi già dai primi giorni di settimana prossima. Se da un lato i posti disponibili a Brescia sono esauriti, dall’altro c’è da registrare la mancata partecipazione di una decina di sindaci ai nuovi bandi emanati. Sindaci di vari comuni, amministrati da Lega Nord o coalizioni di centro destra, che hanno rifiutato categoricamente e pubblicamente l’accoglienza dei profughi, ottenendo fra l’altro l’appoggio del Governatore della Lombardia Roberto Maroni. Nei giorni scorsi si era addirittura paventata la soluzione di una denuncia nei loro confronti, ma tant’è che di disponibilità all’accoglienza nel bresciano non se trovano più. Una situazione di stallo che potrebbe anche spingere il Governo a decidere per un’altra soluzione ancora più drastica e di impatto sociale molto più forte: l’allestimento di tendopoli all’interno di capannoni inutilizzati. Se la distribuzione dei giovani profughi nei paesi avrebbe sì delle conseguenze, comunque piuttosto limitate, la soluzione di un grande agglomerato di persone confinate in siti industriali dismessi finirebbe per costituire una vera e propria bomba. Esclusa un mese fa l’ex-caserma dei Carabinieri di Pontevico, la Provincia di Brescia sta già svolgendo, attraverso il proprio personale della Protezione Civile, dei sopralluoghi e delle verifiche di agibilità su strutture che, potenzialmente, potrebbero essere in grado di ospitare questa quantità di persone. Il timer è ormai scattato e la detonazione sembra essere inevitabile, a meno di clamorosi dietrofront da parte dei sindaci dissidenti.

Fabrizio Vertua

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