Brescia. Sono queste le impressioni a caldo dell’Assessore regionale alla Protezione Civile Bordonali, all’uscita dalla visita di questa mattina all’asilo “Pampuri” di Brescia, del Fatebenefratelli, una delle strutture dove sono ospitati 130 profughi provenienti dalla Libia con le carrette del mare, mentre altri 40 han trovato ospitalità all’ex ospedale Sant’Orsola in città. Visita condotta in compagnia del senatore leghista Raffaele Volpi e del consigliere comunale di Brescia Massimo Tacconi. Un sopralluogo che doveva durare una mezzora, come quelli fatti in altre città, ma che si è prolungato per oltre un’ora, come testimoniano alcune immagini girate con il cellulare da chi ha avuto accesso, le telecamere rigorosamente fuori dai cancelli, insieme ad un presidio di simpatizzanti del Carroccio. Settimana scorsa, proprio al Pampuri, si è verificato un episodio di violenza da parte di tre immigrati che hanno picchiato un inserviente, per un mancato bis elargito a pranzo. All’uscita della visita l’assessore Borndonali ha sottolineato la bontà dell’organizzazione all’interno della struttura, questionando però sulla natura dei beneficiari di questi servizi.

Nessun contatto diretto con gli utenti, solo qualche scambio di vedute con gli operatori. Nei giorni scorsi, da parte della Diocesi di Brescia è arrivata un’apertura alla Lega Nord per cercare di dialogare e replicare in tutta la Regione il cosiddetto “modello Brescia”.

INTERVISTA A SIMONA BORDONALI, ASS. REGIONALE PROTEZIONE CIVILE LOMBARDIA

 

 

 

Fabrizio Vertua

 

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