CREMONA Doppia promessa non rispettata da parte del ministro Graziano Delrio, che il 24 aprile aveva garantito a Cesare Vacchelli ed Ezio Corradi un incontro sull’alternativa ferroviaria alle autostrade Tibre e Cremona Mantova. Il successore di Maurizio Lupi si è dileguato dagli orizzonti delle 40 associazioni e degli 11 Comuni cremonesi e parmensi che vogliono raddoppi dei binari e riqualificazioni delle linee ferroviarie, e l’incontro atteso entro fine luglio è saltato. Entro la fine di settembre, però, il ministro presenterà il piano delle opere pubbliche, annunciato per investimenti da 15 miliardi di euro, compresa l’alta velocità da Salerno a Reggio Calabria. Perplessità da parte del comitato, che attende di constatare se i finanziamenti sono realmente disponibili. Vacchelli e Corradi da parte loro insistono sui dati del Piano della mobilità regionale, i quali indicano che il riequilibrio fra gomma e ferro, è possibile, oltre che richiesto sia dall’Unione europea che dalla Regione Lombardia. Infatti risulta che in Lombardia il 90% degli spostamenti quotidiani si svolge su una distanza inferiore ai 20 chilometri, anzi di questi più del 70%

percorrono meno di 10 chilometri. Solo quando la distanza è maggiore di 20 chilometri i lombardi preferiscono il mezzo privato a quello pubblico. I pendolari quindi vogliono viaggiare in treno: il mito dell’automobile, per chi si sposta su percorsi brevi e fissi, da ripetere ogni giorni, non corrisponde alla realtà. Se ci fossero più treni, specialmente nell’area milanese e tra le città, sarebbero più frequentati dai passeggeri. Il 46% dei pendolari infatti ha risposto alle interviste effettuate dalla Regione di non usare il treno solo perché non esiste sul percorso richiesto. Stupiscono anche i dati sul trasporto merci, che manifestano un clamoroso contrasto con l’orientamento europeo che privilegia il trasporto ferroviario. In Lombardia solo il 7% delle merci viaggia su rotaia e il 93% su camion, tant’è vero che il documento di Vas, la

valutazione ambientale strategica che accompagna il piano della mobilità regionale, prevede un solo scenario: aumentare il trasporto su ferrovia. Invece a Cremona rimane attiva la proposta dell’autostrada della Cremona Mantova, che incorporerebbe nove chilometri del completamento della Tirreno Brennero, cui manca il tratto fra Parma e Verona. Entro fine settembre sarà possibile sapere se la Parma Verona, che attraverserebbe la provincia di Cremona, sarà realizzata da Autocisa, di proprietà del gruppo Gavio.

 

 

 

Paolo Zignani

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