CREMONA Oltre alla proposta di costruire nuove autostrade, come la Tibre e la Cremona Mantova, nella Città del Torrazzo si discute anche di altri progetti tesi a rafforzare i trasporti. Il canale navigabile infatti potrebbe essere prolungato da Pizzighettone a Milano. L’Aipo, agenzia interregionale per il fiume Po, sta eseguendo uno studio per il completamento della via d’acqua, che invece di arrivare alla destinazione prevista si è fermata ormai da decenni a Pizzighettone. L’Unione europea intende finanziare in parte l’opera, anzi darle priorità, per favorire il trasporto merci nelle forme alternative alla gomma, e ha inserito il tratto cremonese del canale navigabile nella stessa rete di vie di comunicazione della Torino Lione. Da Truccazzano, alle porte della metropoli lombarda, quindi, le merci verrebbero portate fino all’Adriatico, passando per Mantova e navigando lungo il Po. E’ l’alternativa ecologica ai trasporti, alle strade intasate e all’inquinamento che Bruxelles intende sostenere e che però fra Milano e Cremona ha incontrato enormi difficoltà legate alle scelte strategiche e agli interessi consolidati e prevalenti. Altro obiettivo è favorire la navigazione turistica, attivando house boat e motonavi passeggeri, su una rete di vie d’acqua che comprende anche il canale Muzza, in area milanese e lodigiana. Il Po così sarà navigabile per 365 giorni l’anno, passando per Cremona, Mantova, Ferrara e Rovigo, e creando anche collegamenti con la Brebemi e la tangenziale est esterna di Milano. In programma anche una nuova centralina idroelettrica. I progetti in corso di svolgimento fioriscono: una società ha compiuto uno studio per consentire il passaggio delle barche e delle chiatte a Cremona, fra il primo e il secondo tronco del canale navigabile. All’altezza di Cavatigozzi si crea un problema: il canale ha poca acqua. Quindi la stessa Aipo ha commissionato alla società rappresentata da Stefano Bobbi una nuova grande derivazione irrigua, dall’Adda al Po attraverso la roggia Marchesa Stanga, fra Merlino, in provincia di Lodi, e Cremona, per potenziare la navigazione via acqua in alternativa alle autostrade, come la discussa Cremona Mantova. Tuttavia il comitato per l’alternativa ferroviaria alle nuove autostrade, guidato da Cesare Vacchelli, boccia l’idea dell’idrovia, perché il progetto considera anche l’ipotesi della bacinizzazione e della regimazione del Po, al posto della rinaturalizzazione. Il maggior fiume italiano verrebbe ridotto a un’autostrada d’acqua anziché recuperare le proprie caratteristiche storiche, facendo rinascere la flora e la fauna. Dell’ennesima centrale idroelettrica poi non ci sarebbe proprio bisogno, visto che il fabbisogno è già soddisfatto dalla potenza disponibile. L’investimento migliore, per il comitato ambientalista, viene considerato sempre quello per raddoppiare le linee ferroviarie già esistenti, senza costruire nuove costose infrastrutture. E non mancano preoccupazioni, fra gli agricoltori, per la proposta di un’ulteriore derivazione dall’Adda per portare acqua al canale, dato che quest’anno la stagione irrigua si sta concludendo con difficoltà. Lo stesso fiume Po ancor oggi è più di 7 metri sotto lo zero idrometrico.

 

 

 

Paolo Zignani

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