Nel deposito della stazione ferroviaria di Cremona c’erano trenta vecchie locomotive a gasolio, poi i lavori della nuova Tav a Brescia hanno distrutto l’area di rifornimento e sei motrici sono state spostate proprio a Cremona, destinazione prestabilita anche d dodici altre motrici a gasolio provenienti da Treviso. Sembrava che dopo le proteste dei residenti nella zona della stazione e nelle strade vicine ai binari qualcosa potesse migliorare: al contrario, in questi ultimi giorni, da quanto trapela, è arrivata una nuova locomotiva, sempre a gasolio, ancora da più lontano, stavolta da Siena. La preoccupazione a questo punto aumenta: che cosa sta per diventare il deposito della stazione di Cremona? Sarà forse il ritrovo di tutte le locomotive diesel di vecchio tipo? Sembra la peggior sorte possibile, dato che si tratta di vecchi motori anni Settanta che spandono nell’aria fumi scuri ed emettono rumori poco gradevoli. Non per nulla in via Barosi, una laterale di via Milano, vicino a via Ghinaglia, dopo le proteste dei residenti sono state costruite alte barriere fonoassorbenti per contenere il frastuono, dato che i treni passano a pochi metri dalle case in una zona popolosa. Le cancellazioni estive dei convogli hanno a loro volta ridotto l’impatto; bisognerà quindi aspettare settembre per verificare il risultato positivo. Del caso si è riparlato anche in un incontro fra i comitati di quartiere e la giunta. Stefano Allegri, presidente del quartiere 1, ha seguito la vicenda, ma al sindaco Gianluca Galimberti non ha portato fortuna scrivere al presidente della Regione Roberto Maroni di migliorare i trasporti ferroviari a Cremona. Era il 30 agosto scorso: nel frattempo è saltato anche il treno dei capoluoghi, che sembrava dovesse favorire l’afflusso turistico durante l’Expo 2015. Sono aumentate in compenso le manifestazioni di protesta dei pendolari della linea Cremona Treviglio, anche a Crema nell’ultima settimana, a causa dei ritardi registrati dal diretto per Milano. Ha protestato di nuovo Legambiente Lombardia, per gli errori risultati nel piano ferie dei dipendenti di Trenord, che ha indotto l’azienda a pagare 50 euro in più il giorno di lavoro compiuto al posto del giorno di riposo. Critiche e proteste in continuazione, dunque, ma anche atti di difesa di Trenord, che non ha mancato di far sapere che i treni puntuali sono più frequenti di quanto si creda. Ma le lamentele continuano, anche per quel vecchio treno a gasolio in più, dal rumore che ricorda un vecchio Tir.

Paolo Zignani

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