Un lungo applauso liberatorio, per una delegazione di genitori che fa riferimento a 22 coppie firmatarie, al termine della lettura del loro comunicato. Sala stampa della Camera dei deputati, a parlare non ci sono però politici ma genitori. L’unico deputato presente, Cosimo Latronico, si limita ad una breve introduzione per lasciare loro la parola. Parole tenute in gola per 22 lunghi mesi, quelli della durata del blocco all’uscita dei bambini adottati dalla Repubblica Democratica del Congo, tuttora in atto. Famiglie che non riescono ad unirsi per un blocco che riguarda diversi paesi. Un blocco dovuto a presunte irregolarità compiute negli iter adottivi. Irregolarità che sono state riscontrate non nelle procedure italiane, secondo quanto comunicato dalla Commissione Adozioni Internazionali, il massimo ente che risponde direttamente alla Presidenza del Consiglio. Ma questa è una delle poche e scarne informazioni ricevute dai genitori, che denunciano una scarsa comunicazione da parte della Cai. In alcuni casi le famiglie non ricevono notizie dei loro figli dallo scorso autunno. 130 circa le coppie coinvolte, 150 i bambini che attendono di poter abbracciare i genitori, fra queste anche tre famiglie bresciane. Tante le domande poste nel comunicato che in questi mesi non hanno ricevuto ancora risposta. L’esigenza maggiore, pur sapendo che lo sblocco dipende dalla volontà del governo congolese, è quella comunque di essere informati e poter capire cosa stia accadendo.Verso il paese natale dei loro figli il sentimento nutrito è di massimo rispetto e voglia di collaborazione.

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