I cavalli dell’Aveto diventino “patrimonio naturalistico”

Negli anni passati, il timore di danni alle colture e l’intolleranza umana hanno messo più volte in pericolo i branchi di cavalli che vivono nelle Valli Sturla e Graveglia, fino al grave episodio di bracconaggio del 2009 con l’uccisione di due capi a colpi di fucile. Poiché la strada delle catture e delle adozioni non ha portato a nulla, se non alla morte di alcuni cavalli e alla spesa di svariate decine di migliaia di euro, prende corpo l’idea di non trattare i branchi come un problema, ma come una risorsa del territorio: nasce così il Progetto “I CAVALLI SELVAGGI DELL’AVETO – WILD HORSEWATCHING ®”. Il progetto si focalizza, oltre che sull’aspetto promozionale-turistico, su un approccio scientifico non ancora praticato in Italia: lo studio del cavallo come animale “selvatico” e non al fine dello sfruttamento umano. Si riconoscono il valore biologico ed etologico dei branchi definiti “selvaggi”, il ruolo fondamentale che possono avere negli equilibri dell’habitat e il loro significato per una nuova spinta nella ricerca naturalistica sugli equidi. Il progetto prevede la tutela, la salvaguardia e la valorizzazione del patrimonio naturalistico rappresentato dalla popolazione dei “Cavalli Selvaggi dell’Aveto”, unico esempio, in Italia, di totale autonomia in natura di una popolazione di equidi.
Questi elementi insieme a tutta un’altra serie di richieste fanno parte della petizione che potete firmare qui.

https://www.change.org/p/al-consiglio-regionale-della-liguria-i-cavalli-selvaggi-dell-aveto-diventino-patrimonio-naturalistico-della-collettivita?recruiter=341955743&utm_source=share_petition&utm_medium=facebook&utm_campaign=share_facebook_responsive&utm_term=des-lg-no_src-no_msg&fb_ref=Default