La frutta che d’estate arriva sulle nostre tavole, alimento principe per nutrire senza appesantire nei momenti di calura, sta sparendo dai nostri campi. L’allarme lo lancia Coldiretti Emilia Romagna: secondo elaborazioni sui dati dell’Osservatorio Agroalimentare, in regione dal 2000 ad oggi sono scomparsi 21 mila ettari di pesche, nettarine, pere, mele, ciliegie. La superficie coltivata a frutta è passata da 86 mila a 65 mila ettari, il 24,4 per cento in meno di quindici anni fa. In pratica è stata abbattuta una pianta su quattro. Un trend che riguarda anche Piacenza: qui infatti in soli 2 anni, dal 2012 al 2014, sono stati persi 228 ettari coltivati a frutta, circa il 44,8%. L’associazione degli agricoltori piacentini sottolinea come nella provincia le perdite abbiano riguardato soprattutto le pere con una diminuzione del 64,6%, circa 93 ettari, le ciliegie con il 58%, ovvero 62 ettari e le mele con il 57%, circa 37 ettari. Alla base della tendenza negativa si rileva il crollo dei prezzi pagati agli agricoltori, la riduzione dei consumi e in particolare l’invasione di frutta straniera. Le importazioni infatti negli ultimi 15 anni sono aumentate del 37 % raggiungendo i 2,1 miliardi di chili. In questo contesto Coldiretti sottolinea la necessità di promuovere regole sulle importazioni dall’estero dove spesso vengono utilizzati prodotti chimici vietati in Italia con controlli qualitativi più stringenti anche sulla reale provenienza della frutta in vendita.
 

 

I.C.

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