Biogas e odori oltre il limite, terza diffida

SESTO (Cr).  Terza diffida dell’amministrazione provinciale per la società Fragea di Casanova del Morbasco, frazione di Sesto e Uniti, alle porte di Cremona, dove sorge una centralina elettrica a biogas con accanto un lagone – per usare il termine usato nei documenti ufficiali – colmo di liquame, che doveva essere coperto sin dall’inizio dell’attività, avviata nel 2010. Le emissioni di odore superano la soglia di tolleranza prevista dalle linee guida della Regione Lombardia, tuttavia, malgrado le prescrizioni dell’ente Provincia, vengono di nuovo rilevate irregolarità. Si inizia con un primo decreto nel luglio di due anni fa, dopo che l’Asl ha rilevato gli eccessivi odori, in una zona residenziale in via Cavatigozzi. Le molestie odorifere sono state rilevate anche dal Politecnico di Milano. La prescrizioni richiedevano di captare le emissioni olfattive, coprendo il lagone, e indirizzarle verso un biofiltro. Era stata emessa anche un’ordinanza da parte del sindaco Carlo Vezzini, che l’anno successivo è diventato presidente della Provincia. Eliminare le molestie era quindi un imperativo. L’associazione ecologista ha presentato un esposto alla Procura di Cremona, andato disperso. Il 14 aprile di quest’anno è stato emesso il secondo decreto del settore ambiente e pochi giorni fa il terzo. Nel gennaio 2015 la polizia provinciale ha constatato che una notevole quantità di digestato, cioè di rifiuti di biogas, ha invaso in seguito a un incidente un canale di colo. In aprile il telo che doveva coprire il lagone, in seguito a un controllo della polizia provinciale, risultava rotto per un incidente. Salviamo il Paesaggio ha protestato perché, nel caso in cui le prescrizioni vengano rispettate, dovrebbe seguire un atto conseguente per una verifica. Al contrario si rischia l’effetto delle grida manzoniane: burocrazia che aumenta in una realtà che non cambia mai. L’ultima diffida, datata 14 settembre, impone un termine improrogabile: entro il 30 settembre le irregolarità dovranno essere definitivamente risolte e il lagone finalmente e del tutto coperto, in modo da evitare disturbi all’olfatto. Salviamo il Paesaggio aveva chiesto che, in caso di mancato rispetto delle prescrizioni, venisse sospesa l’autorizzazione.