Brescia. L’attenzione sul tema del cromo esavalente era cresciuta parecchio a Brescia e aveva spinto molti cittadini a chiedere interventi per abbassare i livelli di questo inquinante, classificato come cancerogeno per l’uomo dallo IARC, l’agenzia internazionale per la ricerca sul cancro. Diverse famiglie, infatti, avevano commissionato analisi in casa ed erano emersi casi eclatanti, con livelli doppi rispetto ai dati ell’Asl e relativa sospensione dell’erogazione dell’acqua, come in via Razziche. Alcuni cittadini, infatti, preoccupati per la salute dei propri figli, si erano rifiutati di far bere ai bambini l’acqua di rubinetto nelle scuole e il Comune aveva inoltre introdotto bottiglie di plastica nelle mense scolastiche. Le forti preoccupazioni, infatti, riguardavano gli effetti di una sua assunzione prolungata abbinata ad altri veleni come i solventi clorurati. Soprattutto per i i più piccoli. A cercare di smorzare le preoccupazioni dei cittadini arrivano le rassicurazioni delle istituzioni.

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