Brescia. L’accoglienza ai profughi nella provincia di Brescia sta assumento connotati problematici. Qui infatti gli arrivi proseguono senza sosta e hanno toccato quota 1200 esaurendo tutti i posti disponibili. La questione sta diventando un’emergenza che è da affrontare a più livelli. Stamattina è intervenuto in merito il vescovo Luciano Monari, parlando nel corso del convegno annuale del Clero. Il suo appello è andato alle parrocchie, ha chiesto infatti che mettano a disposizione spazi adeguati per un’accoglienza diffusa sul territorio. Secondo mons. Monari la presenza di poche unità nelle comunità parrocchiali favorisce un approccio più sereno da parte della popolazione. E’ passato il tempo della microaccoglienza invece per il nuovo prefetto della Leonessa, Valerio Valenti insediato a giugno. Dal quel momento sono stati 500 gli stranieri giunti sul territorio, spesso tra le polemiche. Come l’ultima degli abitanti di Collio all’arrivo di 20 immigrati. Secondo il prefetto le richieste sono così incalzanti da non permettere di organizzare un’ospitalità diffusa. Si potrebbe quindi prendere in considerazione l’utilizzo di moduli abitativi. Valenti ha sottolineato che non si pensa a tendopoli, ma a strutture che permettano permanenze più lunghe. Da risolvere ancora però il nodo delle aree da dedicare. Intanto fra pochi giorni si aprirà, senza tante speranze di grandi adesioni, un nuovo bando per reperire posti destinati ai rifugiati. Inoltre alla riapertura del Tribunale il neo prefetto ha espresso l’intenzione di chiedere di dedicare un magistrato alla gestione dei ricorsi sulle domande di asilo.

 

 

 

I.C.

Scrivi

La tua email non sarà pubblicata