CREMONA. L’ultimo appello proviene da una famiglia con otto figli, dai 12 ai 24 anni: i genitori non trovano lavoro e non possono far altro che rivolgersi ai servizi sociali del Comune, nella speranza di trovar modo di fare la spesa e comprare abiti per la stagione fredda. Anche loro hanno chiesto aiuto all’associazione Icaro, che rappresenta i disoccupati. La miseria si diffonde ancora drammaticamente: per la disperazione aumentano gli Sos pubblicati su Internet da parte di persone e famiglie che non hanno più niente da mangiare. Tra loro c’è anche chi ha subìto malori a causa del caldo della denutrizione ed è stato curato al Pronto soccorso. Altri casi di miseria sono venuti alla luce al momento della consegna degli animali domestici al canile comunale, l’unico posto dove almeno il cane ha potuto trovare un pasto, perdendo il proprietario.

L’Unione disoccupati cremonesi, che rappresenta una quarantina di persone oltre i quant’anni, è rimasta delusa, ieri, dopo un incontro in Comune: il gruppo rappresentato da Amedeo Lauritti chiedeva di considerare i disoccupati cremonesi di lungo periodo nelle categorie svantaggiate, che nei bandi comunali destinati alle cooperative di tipo B trovano inserimento lavorativo. E’ stato notato un anziano raccogliere generi alimentari buttati tra i rifiuti, in piazza Sant’Antonio Maria Zaccaria, come succede anche nei quartieri di periferia, dove c’è chi raccoglie tra i rifiuti tutto ciò che può essere rivenduto. E’ apparso su Internet il caso di un uomo con 900 euro di pensione e due figli da mantenere: una vicenda fra tante. Sono oltre 4mila gli accessi ai servizi sociali ogni mese. Il Comune stenta però a dare risposte, colpito a sua dai tagli dello Stato. Solo in questi giorni il municipio, tramite l’Economato, ha sbloccato 5mila euro per i contributi di solidarietà messi a disposizione dalla Regione per pagare i canoni delle case popolari Aler. Sono cinquemila euro per una ventina di famiglie, che così eviteranno lo sfratto. Le richieste sono state presentate in parte l’anno scorso, ma anche quest’estate. Si consolida la spesa dei servizi sociali anche per le utenze del gas staccate per morosità. In questi giorni il Comune ha confermato la spesa di 36mila euro per una serie di residenti nelle case popolari di piazza Patrioti, via Melone, via Ghinaglia, via Sesto, via Cattaneo e via Santa Croce. Ad ogni quadrimestre il Comune subentra nel pagamento agli utenti rimasti senza soldi, e poi chiede il rimborso tramite le spese condominiali: da 20mila euro di spesa presunta dell’anno scorso, il municipio ha dovuto aggiornare l’impegno economico fino a 36mila e 750 euro. Il carico cresce, mentre il lavoro resta un miraggio per molti, e a volta non basta nemmeno quando c’è, per chi ha familiari a carico.

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