(Cremona). La ditta Woods Technology Labs ha invitato il sindaco Filippo Bongiovanni a visitare nei prossimi giorni la centrale a biomasse che gestisce vicino al presidio ospedaliero Oglio Po. Un incontro che potrebbe giovare a un chiarimento, viste le preoccupazioni manifestate da anni da Salviamo il Paesaggio e dal mondo ecologista, e soprattutto dopo le osservazioni dell’Asl, emesse tre anni fa. L’autorità sanitaria ha chiesto un piano sanitario, per monitorare e scongiurare eventuali rischi cancerogeni, legati alla produzione di cialde fatte di biomasse legnose. La richiesta di documenti e di spiegazioni, durante l’amministrazione Silla, il cui mandato si è concluso l’anno scorso, ha lasciato insoddisfazione tra gli ambientalisti. Il dibattito, che era stato vivace già cinque anni fa, dato che le centrali a biomasse previste erano ben tre, si è poi spento. Eppure l’autorizzazione alla produzione di cialde risale al marzo di quest’anno e ha valore per quindici anni. La perplessità dell’Asl, nel 2012, era legata all’incertezza sulla materia utilizzata per produrre cialde legnose da usare come combustibili, e alla vicinanza rispetto alle frazioni Casalbetto, Quattrocase e Vicomoscano, oltre che all’ospedale Oglio Po. E’ prevista anche una mini-rete di teleriscaldamento, a favore della struttura sanitaria. Inquietudini non sono mancate sulla produzione, che genererebbe 620 grammi di micropolveri ogni ora, quantità ritenuta significativa dall’Asl. Per questo il dipartimento di prevenzione dell’Asl ha chiesto alla ditta di presentare una Valutazione d’impatto sanitario delle emissioni prima di iniziare. Da parte propria l’amministrazione provinciale ha concesso l’autorizzazione unica ambientale. La centrale a biomasse esistente può quindi lavorare 40mila tonnellate annue di biomasse legnose, in particolare di pioppo. Le cialde vengono prodotte e poi stoccate nella sede di via Parco Tecnologico, in attesa di essere vendute. L’Arpa ha comunque dato via libera e l’amministrazione provinciale ha indicato i limiti da rispettare, per quel che riguarda le emissioni inquinanti. L’amarezza, da parte del mondo ecologista,
dipende dalla carenza di informazioni e di dibattito pubblico.

Paolo Zignani

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