(Cremona). Vent’anni di affitto e di tasse pagate puntualmente non sono bastati a una famiglia cremonese, residente in via Ippocastani, ad assicurarsi una casa. Il comitato antisfratto ieri ha reso noto di aver organizzato un altro picchetto – ormai sono più di cento – per impedire che la famiglia dovesse andarsene di casa. Il sit-in del comitato che ha sede in via Mantova, presso il centro sociale Dordoni, ha seguito il metodo della resistenza passiva, per opporsi all’intervento delle forze dell’ordine, che si accompagna al rapporto con le istituzioni, Comune e Prefettura. Lo sfratto è stato prorogato al 5 novembre: l’obiettivo è ottenere un alloggio popolare in tempo utile, per evitare di rimanere senza un tetto. Il comitato contesta la speculazione immobiliare: sono molte le case disabitate, per non abbassare il prezzo degli affitti. Proprio ieri il consiglio comunale ha discusso la mozione di Lucia Lanfredi, dei 5 stelle, che ha chiesto politiche più efficaci per la tutela del diritto all’abitazione e la riqualificazione del patrimonio immobiliare del Comune, che da gennaio si riprenderà la gestione dei propri alloggi, in tutto 1.080. Il dialogo fra grillini e centrosinistra su questo argomento è avviato, dato che la giunta Galimberti ha fatto di questi obiettivi una delle proprie bandiere. E’ una necessità, considerata l’emergenza sociale derivata dalla disoccupazione. L’amministrazione, distribuendo contributi di solidarietà, ha evitato una decina di sfratti nelle ultime settimane. L’assessore Andrea Virgilio ha ribadito l’impegno in corso, per il recupero di alloggi in via Alfeno Varo, oltre che in via Platina, concludendo un intervento iniziato anni fa. Il municipio ha partecipato a un bando della Regione, per finanziare con un milione e mezzo di euro il ripristino di alloggi a San Felice, oltre a compiere da tempo manutenzioni straordinarie in diverse vie cittadine. Circa duecento alloggi disabitati potrebbero essere messi a disposizione: le domande sono però un migliaio. La lista civica Fare nuova la città, come anche il centrosinistra nel suo insieme, è sensibile alla proposta di facilitare l’autorecupero degli alloggi popolari. Gli assegnatari potrebbero quindi lavorare personalmente per rendere agibili appartamenti che non lo sono.

Paolo Zignani

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