Cremona Difficile da raggiungere, scomodo, collocato in un sotterraneo in spazi stretti, situato in fondo alla discesa percorsa dalle autoambulanze e sistematicamente affollato, il Pronto soccorso dell’Ospedale Maggiore ha bisogno a sua volta di soccorso, e con urgenza, considerati i lunghi tempi d’attesa. La crisi economica e il costo dei ticket incoraggia però chi ha reddito basso a rivolgersi proprio al Pronto soccorso. Anche il consiglio comunale, però, ha impiegato ben sette mesi per mettere all’ordine del giorno due interrogazioni, l’una della maggioranza, firmata da Rodolfo Bona, l’altra del centrodestra, di Carlalberto Ghidotti. Eppure il sindaco Galimberti ha creato una nuova delega, assegnata all’assessore Platé, per curare i rapporti del Comune con l’Asl e l’Ospedale Maggiore. Dialogo difficile, tra sanità e territorio, visto che anche la direttrice dell’azienda ospedaliera Mariani e il direttore dell’Asl Compagnoni chiedono maggiore integrazione da tempo. Rodolfo Bona ha lamentato il debole ruolo dei Comuni, ma anche il fatto che chi arriva al Pronto Soccorso dovrebbe essere preso in carico dalla rete dei servizi territoriale: invece i possibili pazienti di ambulatori, istituti per anziani o cliniche private attendono per ore. Non esiste una Radiologia d’urgenza, anzi bisogna salire in ascensore al primo piano. Il personale è scarso e ancor più carico di lavoro che in passato. Negli ultimi anni sono stati realizzati ambulatori nel Pronto soccorso, un’area open, un’altra area per la degenza breve, e in più l’associazione Siamo noi accompagna e aiuta i pazienti con cento volontari. Molti lavori sono stati realizzati dall’azienda ospedaliera: resta però l’organizzazione verticale che complica il bisogno di scelte rapide, così come l’esistenza di un solo ingresso per tutti. Con un codice arancione si viene curati rapidamente, per tanti altri non resta che attendere. Quel che si stenta a vedere in funzione è la rete territoriale e la capacità di dare risposte tempestive ai malati, anche perché l’ospedale, colpito dai tagli, ha perso 200 posti letto. E il sindaco, oggi, ha lasciato il consiglio comunale prima della discussione.

 

Paolo Zignani

Scrivi

La tua email non sarà pubblicata