(Piacenza). Il desiderio più grande di chi è stato duramente colpito dall’alluvione che ha devastato, quasi due settimane fa, il territorio piacentino, è quello di tornare alla normalità, riprendere l’attività lavorativa (sono 200 le aziende danneggiate), vedere di nuovo la propria abitazione agibile, riutilizzare le infrastrutture danneggiate. A Morfasso, Ferriere, Ottone, Bettola, Farini e Cerignale, ad esempio, sono in corso interventi montani straordinari della Bonifica e  un primo elenco d’interventi vede un importo immediato per i lavori di oltre 122mila euro per le urgenze e quasi un milione per il ripristino e messa in sicurezza complessivi. Nel frattempo si continua a interrogarsi sulle reali cause del disastro. Proprio oggi, il Sottosegretario all’Economia Paola De Micheli a Zerba ha incontra i sindaci dei comuni colpiti e ha detto che serve “una cabina di regia di natura tecnica, da affiancare a quella politico-istituzionale, per far fronte al meglio alle richieste degli enti locali e offrire risposte immediate per gli interventi di somma urgenza”. E la domanda che ricorre con più frequenza è se questi eventi sono davvero così’ imprevedibili.

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